CalabriaInforma

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

comune reggio calabria palazzo san giorgioReggio Calabria - A seguito dello scalpore destato dalla notizia relativa all’errore nel calcolo Tari commesso da alcuni comuni, e in conseguenza dell’allarmismo creatosi in città, i presidenti di FEDERCONSUMATORI e ADOC, rispettivamente Giuseppe Macrì e Francesco Puleo, si sono incontrati per fare il punto della situazione, essendo le rispettive sedi tempestate di telefonate sull’argomento.

“Chiariamo da subito – si legge nella nota – che il Comune di Reggio Calabria non è coinvolto in questa vicenda e, anche da un controllo a campione effettuato, la legge è stata esattamente interpretata ed applicata senza creare un onere aggiuntivo ingiusto alle famiglie reggine. L’assessore al Bilancio Irene Calabrò, a cui riconosciamo la capacità di ascolto per averci prima contattato e poi chiarito la situazione, è stata per noi un’attenta interlocutrice.

Per opportunità riportiamo l’interpretazione fatta dal Ministero dell’Economia che ha fatto chiarezza sulla questione Tari dopo i ricorsi annunciati da imprese e cittadini che avrebbero pagato oltre il dovuto per errore nel calcolo della Tari: «Con riferimento alle pertinenze dell’abitazione, appare corretto computare la quota variabile una sola volta in relazione alla superficie totale dell’utenza domestica», precisa il Mef con una circolare. «Un diverso modus operandi da parte dei comuni non troverebbe alcun supporto normativo, dal momento che condurrebbe a sommare tante volte la quota variabile quante sono le pertinenze, moltiplicando immotivatamente il numero degli occupanti dell’utenza domestica e facendo lievitare conseguentemente l’importo della Tari».

L’errore commesso da alcuni comuni consiste nell’aver calcolato anche sulle pertinenze la quoto variabile ( nr occupanti) che invece va calcolato una sola volta .
Ad ogni buon fine, i presidenti Macrì e Puleo invitano iscritti e non ( ancora dubbiosi) presso le rispettive sedi per un controllo individuale delle fatture ricevute”.