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42394575 10217538398160783 1339260374435758080 nCaro Diario,
all'inizio dell'anno acolastico non ho potuto fare a meno di osservare quanti studenti indossavano maglie griffatissime e, soprattutto, appariscentissime.
Sia ben chiaro, ognuno è libero di indossare qualsiasi indumemto rispecchi la propria personalità senza alcuna censura.
È vero, però, che come ogni principio anche questo deve avere un limite per non diventare un abuso.
La parola marchio ben richiama quell'idea di segno indelebile di riconoscimento.
Ma riconoscimento di cosa?
Riconoscimento di quali valori?
Un marchio, in un determinato contesto, può diventare segno indelebile di riconoscimento di una devianza fino a rappresentare la stessa.
Il gioco è sottilissimo e altrettanto pericoloso perchè indossare quel "marchio" significa condividere un certo comportamento deviante.
Indossare abiti che richiamano l'ostentazione economica conduce gli adolescenti verso l'emulazione di falsi miti lontani dai veri valori della vita.
Si crea una doppia discriminazione.
La prima è nei confronti di chi non può permettersi di comprare quegli abiti.
La seconda è una auto-discriminazione!
Ripeto che ognuno ha diritto di indossare ciò che vuole e ne ha di tempo nel pomeriggio, la sera, ai matrimoni, il sabato in pizzeria ecc...
Però, bisogna creare una zona franca, prima di dover intervenire su un altra declinazione del bullismo: il moneybullismo.
Chi amministra deve interrogarsi, insieme alla Scuola e ai Genitori, su questi temi per giungere a soluzioni che possano prevenire patologie di sistema!