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liberaFuori dalla ndrangheta un’altra vita è possibile? Sì, se Liberi di scegliere. Questo il tema scelto dal centro Comunitario Agape e dal coordinamento regionale di Libera per la campagna di sensibilizzazione che ha programmato e che prevede sette eventi che si terranno in quattro istituti di secondo grado della città di Reggio, in strutture penitenziarie per adulti e minori ed al centro sociale di Melito Porto Salvo.

Tutti i destinatari dell’iniziativa si stanno preparando a questi eventi prendendo visione della fiction trasmessa da Rai Uno, elaborando le loro riflessioni ed i loro contributi che saranno presentati ai loro interlocutori istituzionali durante gli incontri previsti. Tra questi il presidente del Tribunale per i minorenni Roberto di Bella, il magistrato Stefano Musolino, il presidente della commissione regionale antimafia Arturo Bova, attori del cast del film, operatori della giustizia minorile e volontari di Libera ed Agape che hanno collaborato in questi anni al progetto Liberi di scegliere. Accanto a questi una presenza importante per il ruolo che i mass media possono continuare a svolgere per tenere accesi i riflettori su questo tema, quello del direttore di rai tre Giuseppina Paterniti.

Significativa sarà la testimonianza che sarà portata nelle scuole coinvolte e che fanno parte della rete Alleanze Educative per una comunità educante, da uno dei tanti giovani che hanno già fatto questo percorso di rottura con il clan di appartenenza. I promotori dell’iniziativa vogliono lanciare ai giovani che incontreranno il messaggio che si intende lanciare è quello che nascere in una famiglia mafiosa non è una colpa, anche se comporta comunque una forma di educazione che orienta a perpetrare scelte mafiose. Il Tribunale per i Minorenni, con gli strumenti giuridici di cui dispone, cerca di agire a tutela dei minori anche con la sospensione della patria potestà dei genitori o facendola perdere in via definitiva. I minori affidati in comunità o ad altri soggetti (parenti inclusi) dovrebbero potersi confrontare con altri modelli educativi alternativi a quelli familistici/mafiosi/omertosi.

La riflessione che si farà toccherà anche un altro elemento fondamentale nella formazione dei ragazzi: l'ambiente vitale. Pensando a realtà come Platì, San Luca, Natile, Africo, ma anche Arghillà, Archi, si parlerà anche delle grandi responsabilità dello Stato che ha abbandonato da sempre queste realtà limitando spesso il proprio intervento alla fase repressiva (che non è sufficiente anche se necessaria), dove le offerte formative sono ridotte al lumicino, che registrano assenza di un lavoro preventivo e la fragilità dei servizi sociali territoriali spesso completamente assenti, con la conseguenza che la possibilità di immaginare percorsi di libertà è minima. Lo Stato in qualche modo è responsabile del reato di istigazione a delinquere. La scelta del ragazzo del film (Domenico) emblematica: per salvarsi è dovuto andarsene dalla Calabria.

Sarà anche evidenziato il ruolo delle mamme che in altre esperienze sono state fondamentali per togliere i figli da certi contesti malavitosi. Un’ evento significativo sarà l’incontro che si terrà alla casa circondariale di Reggio Calabria, voluto fortemente dal Presidente Di Bella. Sarà un confronto ed un dialogo con una componente importante coinvolta nel programma Liberi di scegliere, i genitori che è giusto ascoltare nell’ottica di un programma sperimentale che non vuole essere punitivo per le famiglie coinvolte ma offrire loro la possibilità di fare esperienze che li aiutino da adulti a fare scelte responsabili sul loro futuro. L’auspicio è anche quello di avere dal parlamento una legge su questo tema, così come ha chiesto il CSM che ha dato giudizio positivo sul lavoro del Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria.