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52436970 2014251928695845 3039792927996903424 nVorremmo cambiare le cose! Oggi, più di ieri.
Ed è nel silenzio di un mondo confuso che si alzano voci a difesa di un’ideale.
Bastano 4 amici, un tavolino e una buona colazione al solito bar della mattina. Basta leggere il giornale per tuonare contro ogni compiuta nefandezza umana. Ci si incontra, ci si saluta, ci si domanda perché tizio non c’è questa mattina. Questi sono gli amici dell’attesa.
Non è un incontro casuale ma piuttosto amicale. Amico pure il giornale che assopito attende di essere sfogliato, e ascoltato ogni volta che una sua pagina viene girata. L’incontro al bar è un modo alternativo di fare aggregazione ed è proprio lì che cresce un buon dialogo. Fiducia e relazione sono due incentivi che il bar promuove tra le persone. E se come dicono gli esperti: coltivare le relazioni è un buon antidoto per combattere le malattie, allora ben venga questo efficace rimedio! Ripartiamo dal bar per riaggregarci e…curarci.
Seduti comodamente, intorno a quel tavolo, a parlare di tutto, ci sono loro: i meno “giovani” del paese, che il tempo ha regalato esperienza e tutt’oggi con vivo interesse affrontano temi di ogni sorta; non si fanno tentare dai telefonini durante le conversazioni, se non per rispondere alle chiamate di mogli e figli, e i loro pensieri sono costrutti elaborati da un sentire esperenziale e quindi di riflessione. Gesù predicava per mezzo delle parabole; gli amici al bar, i meno meno giovani, predicano attraverso il ricordo, confrontando le vicende storiche del loro passato con quelle del mondo attuale. La comunicazione che s’instaura con gli amici al bar è di tipo informale. Il vero protagonista della mattina è il giornale; ad esso è attribuito il compito di smuovere gli animi degli astanti. In passato il luogo dove le persone amavano trovarsi per conversare piacevolmente era il salotto letterario, luogo privato, dove intellettuali o personaggi mondani, si riunivano per dibattere o conversare su argomenti legati all’attualità culturale o politica poi per fortuna il sapere della conoscenza toccò tutti indistintamente.
Ma ecco che ai giorni nostri imperversano i bar come luoghi di aggregazione. Con la crisi dei partiti, il bar resiste come luogo in cui la persona è sicuro di poter incontrare l’Altro.
Ed è qui che condividi vissuti, stati d’animo, sentimenti, opinioni, idee che i social network privano, perché atti a distruggere la capacità dello stare insieme. Raccontarsi in libertà, intorno ad un tavolo di un bar, con amici con cui confrontarsi, è l’immagine più alta di comunicazione, altro che social!
Diamo un senso al linguaggio, una forma al sentimento, un motivo per essere qui e ora guardandoci negli occhi.
(Giovanna Mangano)