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Raffaele masto2MILANO – Il Coronavirus strappa al giornalismo un altro dei suoi figli migliori: Raffaele Masto. Lavorava a “Radio Popolare” e alla rivista dei Padri Bianchi “Africa”. Recentemente aveva subito il trapianto di cuore, l’intervento era andato bene, ma il suo sorriso e le sue speranze sono state spazzate via dal virus.
Nato a Milano il 12 dicembre 1953, «è stato – ricorda la rivista fondata dai Missionari d’Africa – tra i più acuti osservatori e lucidi narratori del continente africano. Per oltre trent’anni ha seguito da vicino guerre, crisi umanitarie, rivoluzioni, svolte democratiche… i maggiori eventi della storia contemporanea. 

Nei suoi numerosi libri e reportage, nelle sue appassionate conferenze, nel suo seguitissimo blog Buongiornoafrica, ha raccontato i tormenti e le speranze dell’Africa. Ha denunciato i soprusi del potere, le ingiustizie del sistema economico, gli interessi occulti delle multinazionali, la complicità della classe politica occidentale nei confronti dei più spietati dittatori. Con le sue puntuali corrispondenze dai teatri dei conflitti dimenticati, ha contribuito a squarciare il silenzio dei grandi media – spesso distratti, opportunisti, accecati dagli stereotipi. Lo ha fatto con il suo stile: coniugando ragione e cuore, intelligenza e bontà d’animo, professionalità e passione civile».

I colleghi di Radio Popolare, l’emittente milanese nella quale lavorava nella redazione esteri, dal canto loro, lo ricordano come «un giornalista e un viaggiatore vero, di quelli che vanno a vedere direttamente e poi riferiscono, senza farla troppo grossa, ma con la capacità di avvolgerti nella storia che raccontano. Per noi della radio – scrive Massimo Bacchetta – lui era “Raffa”, da sempre, e per sempre il suo nome sarà associato ad alcuni ricordi. Il primo è senza dubbio quello dell’umanità e della simpatia. Raffa le aveva entrambe. Forti, dolci e calde. Sapeva alleggerire, sapeva ascoltare, era uno di quelli con cui è bello parlare e anche confidarsi. Era una sua dote».


«Raffa –  ricorda Radio Popolare – ogni tanto ci andava e poi la raccontava. A partire da storie grandi o da storie piccole, poco cambiava, come gli ascoltatori sanno. Lui è uno di quelli che l’Africa la raccontava già quando ancora in Italia nessuno o quasi ne parlava. Sull’Africa lui era il nostro vocabolario e la nostra bussola, di quasi ogni notizia poteva parlare perché in ”quel posto” lui c’era anche stato. Era una miniera di aneddoti».
«Nei miei oltre venti anni di carriera – ha scritto Raffaele Masto nella sua biografia – ho fatto essenzialmente l’inviato. In Medio Oriente, in America Latina ma soprattutto in Africa, continente nel quale viaggio in continuazione e sul quale ho scritto diversi libri. Insomma, l’Africa e gli africani, in questi venti anni, mi hanno dato da vivere: mi sono pagato un mutuo, le vacanze e tutto ciò che serve per una vita di tutto rispetto in un paese come l’Italia.

Raffaele masto1Domanda che mi faccio spesso: come avrei vissuto se non ci fosse stata l’Africa e gli africani? O meglio: le disgrazie dell’Africa e degli africani, perché poi sono queste che fanno notizia. Mi consolo dicendo che non sono il solo a sfruttare le sfighe altrui. Che dire degli avvocati? E dei medici?
Ecco perché ho accettato di tenere un Blog della rivista “Africa” dei Padri Bianchi. Perché “Africa” non segue cliché e luoghi comuni ma presenta gli africani come soggetti che hanno da dire qualcosa e che a volte propongono una visione del mondo – dell’economia, della politica, della sociologia – che può essere utile anche a chi ha l’impressione di essere l’unico soggetto del progresso… anche a chi vive e fa parte della società dei vincenti ma nutre forti dubbi sul fatto di essere realmente un… vincente.

Raffaele Masto ha seguito da inviato le principali crisi e conflitti del continente africano: la caduta del regime di Menghistu in Etiopia; la nascita dell’Eritrea indipendente; la guerra civile in Somalia e la missione Restore Hope; il genocidio in Ruanda; il crollo del dittatore Mobutu in Congo; la guerra civile in Sudan; il conflitto in Darfur; le tensioni in Ciad; la guerra civile in Nord Uganda; la guerra dei diamanti in Angola.

I suoi libri, tutti tradotti in diverse lingue, sono: In Africa (Sperling & Kupfer 2003), L’Africa del Tesoro (Sperling & Kupfer 2007), Io, Safiya (Sperling Paperback – Frassinelli 2004), Libera (Sperling Paperback 2005), La scelta di Said – storia di un kamikaze (Sperling & Kupfer 2008), Buongiorno Africa (Mondadori Bruno 2011), Dal vostro inviato in Sud Sudan (Radio Popolare 2014), Africa (Tam 2016), Il Califfato nero (Laterza 2016), La variabile africana (Egea 2019). Nei prossimi mesi sarà pubblicato Mal d’Africa (Rosenmberg & Seller), scritto a due mani con il giornalista Angelo Ferrari.
Raffaele Masto lascia la moglie Gisele ed i colleghi di Africa e Radio Popolare che, oltre ad un collega, piangono un fratello affettuoso e un amico sincero. (giornalistitalia.it)