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47150362 2248597262061409 4897763323178647552 nQuesti tempi ci mettono alla prova. La coincidenza del sacrificio personale di ognuno di noi, proprio nel tempo di Pasqua, ci consente di vivere con spirito diverso, forse più autentico, le celebrazioni della morte e resurrezione di Cristo.

Nessuno dovrà sentirsi solo, specialmente nella Settimana Santa. Perché se è vero che non ci saranno cortei processionali, è vero anche che le manifestazioni di fede più sconvolgenti per l’uomo sono quelle che avvengono nel proprio animo.

Siamo chiamati a essere confratelli, cum fratres, soprattutto in questo momento. Tradizione, nel suo significato più autentico, significa consegnare, trasmettere. Opera, questa, che è realmente meritoria quando non si limita solo alla riproposizione di ritualità e gesti dei nostri padri, ma nel momento in cui essa diviene testimonianza della convinzione che nella notte più buia vi sarà sempre la luce di Cristo a illuminare le miserie dell’Uomo.

La situazione che viviamo è una croce il cui peso deve essere distribuito nella comunità. I confratelli e le consorelle hanno l’obbligo morale di aiutare chi è in difficoltà con spirito di carità, non sottovalutando quanto il conforto della fede, anche se manifestata con mezzi digitali, sia necessario.

Le celebrazioni che non richiedono il necessario raggruppamento di persone verranno trasmesse in diretta streaming attraverso la pagina facebook e instagram dell’Arciconfraternita e della Parrocchia. Tutto questo ci aiuterà a ricordare che stiamo vivendo la Settimana Santa, facendoci sentire in comunione di preghiera. Al nostro Padre Spirituale, don Rigobert Elangui, porgiamo un sentito ringraziamento per essere stato sempre, anche in questo momento, così vicino ai suoi fedeli.

A noi tutti mancherà vedere la caduta del manto nero dalla Madonna durante l’Affruntata, sentire il frastuono della banda e lo scoppio dei mortai che annunciano il Risorto, il battito di centinaia di palmi di mano, e la sensazione di liberazione che sfocia in un velato inumidire degli occhi commossi.

Siamo certi, però, che queste sensazioni le proveremo ugualmente, perché sono custodite nella parte più profonda della nostra identità, consapevoli che la Pasqua è la centralità della nostra Fede perché insegna che la Vita trionfa sulla morte.

Vi auguro una Santa Pasqua, nella certezza che questo tempo, a breve, sarà solo un ricordo, perché «la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta».

Per l’Arciconfraternita. Il Priore.

  1. Pasquale Blefari