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MAnganoBOnaIl turista che sceglie di trascorrere le proprie vacanze guarderà quelle destinazioni che fanno leva su un’offerta innovativa e che puntano sulla novità.

Le destinazioni classiche devono cercare di restare competitive: come? Attraverso strategie di marketing studiate ad hoc. In riferimento alla bufera sullo spot dei comuni della Locride ideato dal mass-mediologo Klaus Davi che ha suscitato non poche polemiche. Lo spot ha giocato sulla capacità di far risultare una destinazione di vacanza, un’attrattiva esclusiva agli occhi di un potenziale turista.

Una regione come la Calabria, particolarmente afflitta da un’immagine negativa e che vuole quindi disfarsi con grande entusiasmo e motivazioni per riposizionarsi sul mercato turistico, fa leva su un’offerta turistica da scoprire e valorizzare, su uno sviluppo di conoscenza non solo dei luoghi, della cultura, della storia ma della gente. Quindi la scarsa informazione e interesse da parte di un turista e la scarsa opera di comunicazione e promozione della destinazione favoriscono ad appesantire stereotipi e pregiudizi costipati e relegati ad un luogo.

A fronte di ciò la Calabria offre delle opportunità di vacanze interessanti sia culturali sia a contatto con la natura, e di venire a contatto con un popolo ospitale che merita più rispetto e considerazione di quanto la storia gli abbia attribuito. L’idea che il turista si fa di una destinazione è quella più facile ovvero quella di credere come allocchi (piuttosto che di sperimentare) a pregiudizi che favoriscono atteggiamenti ingiusti. Lo spot tanto bistrattato è una sorta di digressione nel quale vengono ad inserirsi temi e argomenti che si allontanano da quello centrale di promozione turista a tutto tondo spostando l’attenzione su una politica invisibile dove il segreto e la menzogna sono le condizioni di una politica che necessita per riaffermarsi, attraverso l’occultamento dei fatti e la neutralizzazione delle pseudo verità. In questo stupido gioco politico si è divisi dentro il muro di una cella.

Non ci rimane a questo punto di uscire dall’abitacolo delle contraddizioni di uno Stato che per mantenere l’ordine crea disordine. La Calabria è uno scrigno da aprire e scoprire… il resto vien da sé.