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Di Ferdinando Piccolo

 

“Un fulmine squarciò l’aria e il mondo in un attimo fu  inghiottito in un vortice senza fondo. I sacrifici di una vita spazzati via da una sequenza di spari che bruciano il corpo e sciolgono la mente. In un attimo scorrono  le immagini di una vita vissuta fino a quel momento. La nascita, il pianto, i primi passi, i primi successi, gli amori vissuti e sperati insieme ai colori che evidenziano una vita. Come il colore della pelle con i gradi  della dignità e dell’abnegazione incollati sopra, e la mano che reagisce con istinto verso le ombre che codarde spuntano dal buio. Quando tutto tace, resta in noi il vuoto, la rabbia, il silenzio che lento si crepa per diventare bisbiglio, voce, urlo. Quale è l’onore di chi spara alle spalle nascosto nel buio della notte? Quale è l’onore di chi infierisce su uomini inermi? Quale è l’onore di chi avvelena il mare e la terra per profitto? Quale è l’onore di chi sottrae il futuro e toglie gli affetti? L’onore è di tutte le donne e gli uomini che ogni giorno lo riscattano con il dovere, l’impegno, il sacrificio e la dignità del proprio lavoro per la costruzione di una società sempre più giusta” Queste sono alcune parole scritte e dette da alcuni familiari di Carmine Tripodi, il brigadiere ucciso a San Luca nel 1985.