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I termini ai quali si fa più ricorso quando si parla di persone interessate da gravi patologie sono questi “ Non bisogna lasciarle da soli “.
Sappiamo bene che quando si parla di Istituzioni non bisogna fermarsi allo Stato ,al Governo o al Parlamento , alla Magistrature ma , anche , alla Scuola ,alla Chiesa e così via.
Anche alla famiglia , se vogliamo.


E ci indoviniamo di certo.
Questo mi serve per dire che dobbiamo puntare ad ottenere tutto lo spazio che abbiamo a disposizione quando vogliamo aggredire un problema.
A maggior ragione quando l’argomento è la salute dei cittadini , seriamente minacciata , la questione non si risolve in un luogo solo , nell’incontro tra paziente e assistenza sanitaria.
Debbono venire in essenziale soccorso la solidarietà , la ricerca , la informazione e così via.
Non si deve risparmiare nulla a livello di cure – quando sono conosciute -, bisogna metterci impegno e dedizione e cercare di dare un aiuto concreto.
Tutti siamo chiamati in causa perché la attenzione resti altissima : l’imperativo è trovare fondi per la ricerca, incoraggiare le associazioni , individuare un equilibrio tra i contributi delle stesse persone sofferenti e le loro esigenze di privacy.
Il medico , il giornalista , il politico , l’amico formano il circolo che non fa sentire soli gli ammalati.
Nel nostro mondo ,tra l’altro , troviamo un terreno più facile rispetto ai grandi drammi che si fronteggiano nei paesi arretrati nei quali la assistenza viene trasferita “logisticamente “ , diciamo , attraverso l’opera degli Stati ,degli operatori e dei missionari , dei volontari.
Ogni persona vuole essere compresa , chi è portatore di una grave patologia aiuta a sollevare il problema su di un piano che non permette o permetterebbe sottovalutazioni , intempestività , egoismi ,ingiustizie.
Ogni nostro ideale deve poggiarsi sulla possibilità che si ha di intervenire sulla realtà.
Abbiamo pensato a questo convegno ,perciò , perché da domani si possa registrare un pezzo di interesse in più sul problema della sclerosi multipla.
“ L’ignoranza non è innocenza -diceva qualcuno- ma peccato “ : c’è qualcuno ,degno di essere considerato un essere umano , che non voglia sapere cosa accade ad un suo simile ,cosa potrebbe accadere a lui stesso e non dare una mano o aspettarsi di riceverla? 
2)L’inizio di un malessere è tremendamente difficile : è la nuova cifra delle energie che avrai a disposizione , le nuove abitudini , il lavoro e gli affetti .
C’è chi ha osservato “ E’ meglio scontare all’inizio la maggiore sofferenza e gradualmente guadagnare la guarigione “: la verità è che bisogna affrontare la crisi costantemente mettendo insieme tutto ciò che serve , un farmaco , una pausa gioiosa , la forza interiore , che è un anticorpo che non si produce da solo.
Il ricordo dello stato di buona salute non vuole semplicemente sopprimere il dolore ma divenire atto continuativo di un corpo e di una mente che vogliono vincere-
La sofferenza non licenzia i sentimenti , ma li fa divenire più forti.
Se una vita non procede bene , non c’è dubbio che ne è segnato più colui che la vive che colui che se ne duole , anche se con sincerità , umanità e volontà di aiutarne la guarigione.
Ci sono , per fortuna , tanti doveri ai quali riusciamo a rispondere nelle nostre esistenze , questo appuntamento di oggi ne è una piccola-grande dimostrazione.
La iniziativa di oggi è utile per mettere in campo altre idee ,che ci dicano come bisogna valorizzare la dignità e il coraggio di chi vuole vedere il progresso interrogato e messo a disposizione di tutti.
Ma attenti a dire che c’è molta gente che non è capace di provare solidarietà ;
diciamolo meglio dopo che noi altri , che ci picchiamo di avere una passione sociale particolare ,perché facciamo i politici , i professionisti o gli uomini pubblici, avremo saputo organizzare sul problema momenti che ci chiamano a rispondere.
Oggi la vostra presenza e la vostra disponibilità la risposta positiva la fanno arrivare.
3)Per questo vi ringrazio e per evitare ripetizioni – lo ha già fatto la moderatrice- il ringraziamento lo faccio a tutti insieme ,chi ha preso la parola , chi ha organizzato , chi ha ascoltato con interesse.
Sento che oggi usciamo rafforzati dalla esperienza messa in campo dalle istituzioni e dai dirigenti medici presenti , dalla CCSVI , dai soggetti che hanno offerto il loro patrocinio , dal mondo del volontariato che è convinto di sostenere , a Bovalino e nella zona , altri sforzi ed altre necessità che ne dimostreranno il valore. Un pensiero va a te ora amico Enzo affinchè tu possa aiutarci a perseguire questi nostri scopi, trasferendoci l’entusiasmo che tu avevi nella vita.



Presidente Associazione Culturale Edera. Francesco Perrone