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a876952a611d9c221653cfed6b0ef831 9d4e08a271196e38159b527b07f33a27A due mesi esatti dall’omicidio di Fabio Giuseppe Gioffrè, ucciso il 21 luglio scorso, gli investigatori dei carabinieri di Reggio Calabria imprimono una svolta nell’indagini sull’agguato che costò la vita all’allevatore allora 39enne di Seminara e durante il quale rimase ferito anche un bambino bulgaro (LEGGI).

Stamani all’alba, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia, i militari stanno eseguente tre misure cautelari in carcere nei confronti di altrettante persone ritenute coinvolto nel fatto di sangue, tra cui si presume vi sia anche l’esecutore materiale dell’omicidio.

I reati contestati sono, a vario titolo, quelli di omicidio, estorsione, porto e detenzione di armi, con l’aggravante delle modalità mafiose.

Le indagini, avviate subito dopo l’assassinio di Giuffrè avrebbero portato a fare luce sul contesto in cui sarebbe maturato il delitto, che secondo gli inquirenti sarebbe riconducibile alle “articolate dinamiche criminali” del territorio della Piana di Gioia Tauro.

Quel 21 luglio l’allevatore fu freddato a colpi di fucile, caricato a pallettone, in località “Venere”, in un terreno di sua proprietà, mentre il bambino, di 10 anni, e che al momento dell'agguato si trovava con lui, fu ferito e ricoverato negli “Ospedali riuniti” del capoluogo e successivamente anche ascoltato dagli investigatori (LEGGI).

Maggiori dettagli sugli arresti saranno resi noti dagli inquirenti nel corso di una conferenza presieduta dal Procuratore di Reggio Calabria, e che si terrà alle 10.30 presso il Comando Provinciale Carabinieri.