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Ieri notte alle 4 del mattino una pallottola colpisce la finestra del secondo piano  del palazzo confiscato alla cosca Tarcisio in via Bizantini che ospita diverso centri sociali  della comunità " progetto sud" di cui è fondatore e presidente Don Giacomo Panizza, il sacerdote più volte minacciato dalla 'ndrangheta. La pallottola è entrata all'interno della cucina del centro sociale "dopo di noi" al secondo piano del palazzo. In quel momento c'era un'operatrice che però non si è accorta del rumore dello sparo. Probabilmente perchè chi ha sparato lo ha fatto da una certa distanza, dall'alto verso il basso. Questo infatti lo ha ipotizzato il prefetto di Catanzaro, Antonio Reppucci, recatosi sul posto ieri mattina, insieme al questore di catanzaro Vincenzo Roca. Certamente il proiettile non era destinato a fare male e secondo Reppucci potrebbe essere anche il gesto di uno squiibrato. Certo, se è un atto intimidatorio, continua Reppucci, "non ci  intimidiscono per niente, per me rimangono delle bestie, degli uomini senza cervello che sicuramente non l'avranno vinta". Il 29 febbraio la città con l'inizativa " il giorno che non c'è, vuole dire siamo solidali con noi stessi, perchè la 'ndrangteta non spara solo in questa zona ma in tutta la Calabria.