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confisca iamonte 625x350Infermiere all’Asp di Reggio Calabria ma con un patrimonio che supera il valore di circa 5 milioni e mezzo di euro, composto da 57 unità immobiliari tra fabbricati, appartamenti, cantine e locali ad uso commerciale (tutti a Melito Porto Salvo); da circa 14 ettari di terreno coltivato; un’autovettura di grossa cilindrata e rapporti finanziari.

Beni, quest’ultimi, su cui la Dia del capoluogo dello Stretto ha eseguito oggi una confisca emessa dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale su proposta avanzata, in forma congiunta, dal Procuratore della Repubblica e dal Direttore della stessa Divisione investigativa antimafia. La misura ha colpito Annunziato Iamonte, 61 enne di Melito Porto Salvo, già sorvegliato speciale, ed in passato ritenuto vicino all’omonima cosca di ‘ndrangheta.

Secondo le indagini dalla Dia e coordinate dal Procuratore Distrettuale Giovanni Bombardieri, vi sarebbe difatti un’evidente sproporzione tra i redditi dichiarati dall’uomo, come dicevamo infermiere all’Azienda Sanitaria Provinciale, rispetto ai cospicui investimenti effettuati e che secondo gli inquirenti sarebbero di provenienza illecita.

Si sarebbe accertato che tra il 1999 ed il 2008 Iamonte non abbia segnalato alla Guardia di Finanza, così come impone la legge, numerose variazioni patrimoniali a cui sarebbe stato invece obbligato perché sottoposto alla sorveglianza speciale, divenendo così proprietario di numerosissimi immobili senza disporre, ufficialmente, dei redditi necessari.

Per queste ragioni, il Tribunale ha ravvisato nei confronti del 61enne, almeno fino al 2014, una pericolosità sociale “generica”, ritenendolo un “soggetto stabilmente dedito ad attività delittuose”, tra le quali oltre alle omissioni di natura patrimoniale, anche diversi reati relativi all’esercizio abusivo del credito.