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IMG 20190517 WA0000Chiamare "ragazzate" certe azioni immature da parte di adolescenti non è un buon motivo per giustificarli. Piccoli teppistelli  si aggirano  da un po' di tempo per il paese recando danno a cose e persone.  A detta di alcuni cittadini si sono verificate situazioni spiacevoli: specchietti retrovisori spaccati a delle macchine in sosta, vasi di piante rovesciati sul marciapiede, bottiglie di plastica lanciate alle finestra di anziani signori, fiori strappati da pubbliche aiuole. Questi e sicuramente altri sono i danni per i quali i cittadini da un po' di tempo lamentano. Ciò sta alimentando una certa apprensione visto le cronache degli ultimi tempi riguardo la sicurezza non più percepita come si dovrebbe con senso di fiducia ma come linea di difesa. Se le forze dell'ordine agiscono da deterrente, alle famiglie spetta il compito di un maggior controllo, prima che si arrivi a livelli pesanti. Per gli adolescenti non è facile crescere; e il gruppo è la rassicurazione. L'effetto del gruppo è di far apparire accettabile un comportamento che esercitato singolarmente  apparirebbe illecito e quindi condannabile. Per queste azioni c’è chi innalza un sentimento di comprensione perché rivisita quello che è stato per molti l’età adolescenziale, mentre per altri è l’inizio di una dinamica pericolosa che crea il terreno per il rafforzamento dell’illegalità. I giovani di oggi  sono più leggeri, privi di principi generali, quelli che impongono di evitare certi comportamenti.

 "Il gruppo- dice Vittorino Andreoli - è un problema dell'adolescenza e i genitori devono rimeditare il proprio ruolo nei confronti dei loro figli e dei loro comportamenti in seno alla scuola e fuori da essa, perché il tempo che fugge non permette più di perdere tempo"