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Sicat Billi Jay è il presunto responsabile dell’efferato delitto della tabaccaia di 66 anni, Maria Rota, uccisa a coltellate ieri mattina nell’androne del palazzo in cui abitava, in via Melacrino. A rivelare tutti i dettagli dell’omicidio e la cattura dell’assassino, questo pomeriggio, il questore Maurizio Vallone che ha subito tranquillizzato la comunità reggina “sul gravissimo fatto di sangue che è un episodio assolutamente isolato legato alla patologia di un soggetto ludopatico e che i risultati operativi sul territorio reggino registrano una diminuzione di circa il 50% di scippi e reati predatori”.

“Ci siamo trovati di fronte ad una situazione raccapricciante, immagini crude e dure di un delitto efferato – continua Vallone – Gravissimo per le modalità con le quali è stato commesso. Immediatamente, abbiamo capito che non era una rapina e, nel giro di pochissime ore, abbiamo prelevato un soggetto oggi, sottoposto a fermo. Sì tratta di Sicat Billi Jay, disoccupato, con un regolare permesso di soggiorno da 5 anni, giunto in città per ricongiungimento familiare. Il soggetto è entrato dall’ingresso principale del negozio colpendo la vittima con una mannaia da cucina. È un omicidio premeditato in quanto l’assassino reputava la tabaccaia responsabile delle sue mancate vincite”.
Si sofferma sull’“aggressione brutale” il procuratore Capo Giovanni Bombardieri che rivela alcuni dettagli ricostruiti grazie alle videocamere del tabacchino.
“Il soggetto conosceva la tabaccaia aggredita alle spalle perché giocava lì al SuperEnalotto e la riteneva responsabile delle sue perdite economiche – continua Bombardieri – L’omicida ha prelevato un computer pensando che fosse la memoria delle videocamere, si è cambiato la maglietta e ha chiuso la saracinesca uscendo dal retro. Grazie al lavoro certosino della Squadra mobile, è stato possibile ricostruire a ritroso il percorso dell’assassino riconoscibile anche per un tatuaggio sull’avambraccio. C’è una attenzione della Polizia e della Procura che garantisce una risposta immediata ed efficace alla cittadinanza”.
Spetta al procuratore Gerardo Dominijanni ribadire che “Reggio Calabria non è assolutamente una città violenta, gli episodi accaduti sono svincolati e i cittadini possono sentirsi tranquilli. La Squadra mobile e la Polizia scientifica in pochissime ore, hanno ricostruito la vicenda in maniera puntuale”.
La definisce “raccapricciante, inconsueta la scena del delitto” il Capo della Squadra mobile Francesco Rattà “una violenza brutale che ci ha indotto a capire che si trattava di una aggressione particolare. In tutti i miei anni di servizio, mai vista una scena simile. Un po’ come le briciole di Pollicino – continua Rattà – siamo arrivati al condominio dove risiede un cittadino straniero di origine filippina, classe 1976 e prelevato, lo abbiamo consegnato alla Procura della Repubblica. Ci tengo a precisare, che non c’è stata alcuna interlocuzione tra il fermato e la donna, il Sicat è andato lì per uccidere”.
In conclusione, la dottoressa Sandra Manfrè dirigente Terza sezione Squadra Mobile e il commissario Capo tecnico Sabato Volino precisano che “il soggetto si era già allontanato dall’abitazione ed è stato bloccato sulla pubblica via dagli agenti. Abbiamo circoscritto tutta la zona per evitare la contaminazione della scena del crimine”.