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E’ durata il tempo del viaggio da Bovalino a Villa San Giovanni e da qui a Messina la goduria  di Orazio Nicolosi di anni 45, nativo di Catania, di aver realizzato un furto sostanzioso a 110 chilometri dalla città dello stretto.

Ad attenderlo a Messina, mentre sbarcava con la sua autovettura una Ford Focus, c’erano i finanzieri. Il maresciallo maggiore comandante della Stazione dei Carabinieri di Bovalino, teneva schedato anche qualche siciliano ed è così che su ordine del comandante la Compagnia di Locri tenente Provenzano è stato attivato l’interforce con la Guardia di Finanza e così la corsa per il ritorno a casa del delinquente, si è interrotta a Messina. Le forze dell’ordine sono alla ricerca dei complici che probabilmente  dovrebbero essere del luogo anche perchè sembrerebbe che  la gioielleria fosse  stata ristrutturata da poco. Questo poteva saperlo solo uno del luogo. Presumibilmente attorno alle ore 2, almeno due persone hanno scavalcato il cancello di ferro nel vico Garibaldi, dietro il palazzo Gelonese e dal quale si può anche accedere all’immobile attraverso una porta di ferro tagliata con la fiamma ossidrica per accedere prima nella stanza-archivio dello studio dell’ingegnere  e quindi procedere allo scasso a colpi di martello e scalpello, della parte bassa di una parete in mattoni per entrare nella gioielleria. Una volta praticato il foro ed essersi introdotti nel locale, i ladri hanno staccato l’energia elettrica e reso inoperativo il circuito interno di videosorveglianzaIl taglio della corrente ed il buco che corrispondeva all’interno del laboratorio fanno pensare ad un’azione concordata nei minimi particolari con l’aiuto di un  complice del luogo. Si erano introdotti nella valigeria tra le 2 e le 4 della scrorsa notte. Solita tecnica usata nel furto della gioielleria Savica oro qualche tempo fa . un foro di cm. 65 X cm. 50 per penetrare all’interno dell’esercizio commerciale e lavorare indisturbati con la fiamma ossidrica per praticare un  buco nella parte posteriore della cassaforte, e prelevare i gioielli.  Insomma finisce bene quel che finisce bene. Resta però l'allerta per un paese che si è stancato di subire rapine, minacce ed estorsioni.