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M lacava foto5Bovalino ed il Premio Nazionale Letterario “Mario La Cava”, un mix perfetto di storia, tradizioni e cultura che ora sta finalmente per realizzarsi. Per anni la sua imminente istituzione è stata un fiore all’occhiello delle varie amministrazioni che hanno governato il paese, ma nel concreto, nessuno ha mai saputo (o voluto !) realizzare questa prestigiosa manifestazione che tanto lustro avrebbe dato, se realmente istituita, all’intera comunità bovalinese.

Mario La Cava (11/9/1908-16/11/1988) è stato uno scrittore che ha saputo coniugare la passione per la scrittura con l’amore smisurato per la sua terra; dopo gli anni trascorsi fuori dal paese natio per motivi di studio (si trasferì dapprima a Roma, dove frequentò la facoltà di medicina, e poi a Siena dove conseguì la laurea in giurisprudenza nel 1931) fece ritorno in Calabria dedicandosi con energia e creatività letteraria alla sua attività di scrittore. Le sue opere sono state quasi sempre rivolte all'ambiente contadino calabrese, e parlano con sentita partecipazione di poveri, di emigranti, di gente bisognosa ed emarginata. La Cava visse il resto della sua esistenza terrena appartato ma non estraneo alle vicissitudini della vita quotidiana traendo spunto, da questi, per l’ispirazione delle sue tante opere. Il suo ritorno nella terra d’origine fu una scelta dettata, oltre che dalle ragioni del cuore, anche da motivazioni culturali direttamente legate alla sua florida attività di scrittore, come egli stesso ebbe a dichiarare: «Niente è più nocivo allo scrittore, che credere reale il mondo sofisticato dei salotti culturali. Solo nei piccoli centri è possibile seguire gli itinerari di vita della gente per ricavarne trame di romanzi».

Per la cronaca, fu il Consiglio Comunale del 16/4/2010 che approvò, all’unanimità, l’istituzione del Premio Letterario Nazionale Mario La Cava che avrebbe dovuto avere una cadenza biennale, ma i successivi tagli dei governi centrali ai fondi destinati ai Comuni non consentirono di poter dare corso alla sua istituzione. Due anni dopo, con delibera n. 126 del 7/08/2012 la Giunta comunale stabilì che i fondi, nel frattempo stanziati a favore del Premio, venissero distolti e destinati, invece, per i festeggiamenti del Santo patrono San Francesco di Paola privando, di fatto, l’intera comunità bovalinese di una iniziativa culturale di grande spessore che avrebbe convogliato sul territorio numerosi investimenti, considerati dagli addetti ai lavori assolutamente necessari per la crescita e lo sviluppo dell’indotto commerciale e turistico del paese.

Ora, grazie all’impegno profuso dall’attuale amministrazione comunale, sembra che i fondi necessari per raggiungere il prestigioso obiettivo siano stati recuperati in extremis da un finanziamento, che a causa del mancato impiego, stava per essere revocato dagli Enti sovraordinati che lo avevano concesso. Per carità nulla di trascendentale, ma il fatto di aver voluto ad ogni costo realizzare la prestigiosa manifestazione a pochi mesi dall’insediamento non può passare inosservato e, dal canto suo, il Sindaco Vincenzo Maesano, visibilmente soddisfatto per l’obiettivo conseguito, ha voluto postare sul proprio profilo facebok “l’invito", rivolto a tutta la cittadinanza, per presenziare alla conferenza stampa di presentazione del Premio che avrà luogo sabato 18/11/2017 alle ore 11 nei locali dell’Aula Consiliare.

Superfluo dire che i commenti al suo post sono stati tutti molto lusinghieri, ha colpito in particolare quello che recita:  "Lodevole iniziativa per un premio di vera sostanza, ispirato ad un grande bovalinese, e che spero metta la parola fine a certi premi, sinora mantenuti in vita, dalle finalità alquanto discutibili ed avulse dalla storia della nostra cittadina". Non poteva mancare, ovviamente, il messaggio di Domenico Calabria, Presidente del Caffè Letterario “Mario La Cava” e genero dello scrittore, il quale ha detto: "La rinascita della Calabria passa anche e soprattutto attraverso la valorizzazione della "bellezza" che possiede. Finalmente Bovalino sarà esempio da  imitare. Grazie a quanti hanno reso possibile ciò che sembrava ormai un'utopia !".

In conclusione, ed a vantaggio delle generazioni più giovani (qualcuno ama chiamarli “i ragazzi della nutella”) è bello portare alla luce un pensiero dello scrittore che un giorno disse: "...ho speso una vita per scrivere, per analizzare la Calabria, non so se bene o male; questo non tocca a me dirlo. Posso dire che ho fatto grandi sacrifici, sperando che questa terra potesse avere una sorte migliore, come credo che avrà" cit. Mario La Cava.

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