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i matti delle giuncaieGrazie alla quattordicesima edizione de “L’Albero di Canto”, manifestazione finanziata dalla Regione Calabria e dal Comune di Isca in collaborazione con la Proloco Sanagasi e la Ma.Ma. Agency, con la direzione artistica dell’associazione Arpa si è creata un’atmosfera piacevole per tutti.

L’organizzazione ha coinvolto l’intera cittadinanza, puntando sul legame tra la tradizione e la musica che nelle precedenti edizioni ha richiamato migliaia di spettatori che hanno affollato le vie del borgo storico. Dopo l’apertura del laboratorio di lettura animata per bambini alle 17, a cura dell’associazione BookLab e la passeggiata “LiberaMente” alla scoperta del borgo, si aprono gli stand enogastronomici e quindi si è ballato con I Matti delle Giuncaie, in concerto a Piazza Municipio.

Francesco Ceri al mandolino, Lapo Marliani alla chitarra classica, Andrea Gozzi alla chitarra acustica, Mirko Rosi alla batteria hanno fatto ballare grandi e bambini al ritmo particolare della musica nata sulle sponde del “padule” (come amano dire in maremmanaccio): folk, musica gitana, rock, con una moltitudine di iappappà, meghe meghe, raba, gumba e giga gigumba al fine di all’insegna del motto “divertirsi suonando”.

“Una serata speciale e un Albero di canto inedito – ha affermato il sindaco Vincenzo Mirarchi – abbiamo voluto dare risalto alla Festa della Liberazione, il cui riferimento aggiunto nel logo. Una cosa importante da sottolineare: non finirà qui, il 26 e 27 luglio e alla fine il 14 agosto l’Albero di Canto entra nel vivo con una sorta di Taranta on the beach. Un evento che mira a valorizzare le peculiarità del borgo che bisogna mettere in risalto e far conoscere. La nostra azione amministrativa è mirata proprio in questa direzione, continueremo in questa direzione per questo ringrazio anche il nuovo direttivo Pro Loco che lavora con proficui risultati in questa direzione”.

“L’Albero di Canto è stata “la prima manifestazione di musica etnica in provincia di Catanzaro e più in generale in Calabria in un’epoca in cui c’era poca attenzione in questo settore – ricorda il direttore artistico Danilo Gatto. Abbiamo contribuito molto a restituire alle persone l’orgoglio della propria storia e della propria musica facendo conoscere il borgo. Tante cose sono cambiate ma noi ci rinnoviamo con lo spirito di stare al passo con i tempi senza perdere di vista l’obiettivo di valorizzare le nostre radici”.