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Chi di noi oggi non utilizza WhatsApp? L'applicazione di chat più famosa al mondo è lo strumento maggiormente utilizzato per comunicare e negli ultimi anni ha quasi completamente sostituito l'utilizzo dei tradizionali sms.

Qualcuno di voi ricorderà che ad agosto Whatsapp aveva introdotto nuovi termini di utilizzo che prevedevano un’importante novità: la messa in condivisione dei dati raccolti sulla piattaforma di messaggistica con Facebook. L’app acquisita da Zuckerberg nel 2014 avrebbe quindi fatto da collettore di dati per Facebook che in questo modo avrebbe potuto sfruttare le informazioni acquisite per ottimizzare ulteriormente l’offerta pubblicitaria in bacheca.

Questa mossa non fu molto apprezzata. A novembre infatti, WhatsApp ha dovuto fare marcia indietro.

Tra Agosto e Novembre, tuttavia, l’Antitrust in Italia aveva avviato due istruttorie per capire se WhatsApp avesse violato il Codice di Consumo.

Il risultato è di pochissimi giorni fa: da comunicato emesso dall'Antitrust si legge che “è stato accertato che la società ha indotto gli utenti di WhatsApp Messenger ad accettare la condivisione dei propri dati con Facebook, facendo loro credere che sarebbe stato, altrimenti, impossibile proseguire nell’uso dell’applicazione”. “Differente - si legge - la situazione di coloro che erano già utenti, che hanno avuto la possibilità di accettare solo «parzialmente» i contenuti dell’informativa”. Sotto accusa anche la formulazione dei Termini di Utilizzo giudicati «vessatori».

La conclusione? L'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha sanzionato WhatsApp per 3 milioni di euro.