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PiseraAntonioLegaSalvini 385x385L’urgenza di fornire ai pazienti emodializzati del territorio vibonese la dovuta assistenza, per una “questione umana e di dovere nei confronti della dignità della vita e per diritto assoluto ed imprescindibile alla salute”.

È questa l’esigenza alla base dell’interrogazione parlamentare rivolta al titolare del dicastero della Salute, Giulia Grillo, da Domenico Furgiuele, parlamentare della Lega, con l’obiettivo di avere risposte sugli interventi risolutivi che il ministro intenda promuovere e sulle disposizioni che intenda adottare.

Un’interrogazione nata dalla volontà del Coordinatore Provinciale vibonese della Lega-Salvini Premier, Antonio Piserà, che si è fatto portavoce delle istanze dei cittadini.

“La situazione critica dell’Azienda Sanitaria di Vibo Valentia, che compromette inevitabilmente il funzionamento di diversi servizi sanitari – spiega infatti lo stesso Piserà - presenta consolidate gravità che pregiudicano irrimediabilmente il diritto alla salute per la popolazione; è lapalissiano che la manchevolezza di un servizio lacunoso ricada, a domino, sulla microterritorialità, e vada ad interessare, pesantemente ed in particolare, la Dialisi dell’Ospedale di Tropea”.

La qualità della vita del paziente dialitico è compromessa dall’insufficienza renale: l’emodialisi è un trattamento indispensabile che sostituisce il ruolo del rene nella depurazione del sangue dalle scorie e dai fluidi extracorporei e prevede sedute che variano dalle tre alle quattro ore, di media, per circa tre volte a settimana.

Il centro dialisi di Tropea, secondo il coordinatore provinciale, “presenta insufficienze descrivibili a fatica, dato il loro spessore, periodicamente denunciate dagli stessi dializzati, dall’Associazione Nazionale Emodializzati e dal Civico pro Ospedale di Tropea”.

“Gli immensi disagi che i dializzati si trovano ad affrontare - prosegue - sono stati sovente esposti alle Autorità Sanitarie e al Commissario per la Sanità della Calabria, Sig. Massimo Scura: è persino numericamente carente il personale medico (un solo specialista – in luogo dei tre previsti – preposto al servizio del reparto e della consulenza in altri reparti; un solo operatore socio – sanitario, in luogo degli otto previsti)”.

Secondo Piserà “inenarrabili” sono “le difficoltà relative alla calendarizzazione dei turni di dialisi, non solo impossibili da fissare, ma suscettibili di continue rimodulazioni: i pazienti sono, cosìfurgiuele domenico11.jepg , costretti ad una penosa “reperibilità” che altera persino l’organizzazione delle più basilari esigenze di vita”.

Un’altra struttura su cui punta l’attenzione il coordinatore della Lega è il servizio ambulatoriale: “praticamente inesistente, rivolto ai pazienti esterni – dice - solo due volte alla settimana. Impossibile descrivere l’inadeguatezza del servizio che dispone il trattamento di integrazione di ferro post dialisi: i pazienti sono costretti a raggiungere il nosocomio di Vibo, essendo il numero degli anestesisti, al di sotto di quanto si esige”.

“Assolutamente incompatibile con le esigenze nutrizionali dei pazienti ... quanto a qualità”, sarebbero inoltre gli orari di consegna e modalità di confezionamento, il vitto previsto per i pazienti emodializzati.

“Come se non bastasse – sbotta Piserà - si immagini la fruibilità del servizio “dialisi vacanze”, previsto in stagione turistica per almeno 400 pazienti, inteso anche come generatore di utili per l’ASP”.

Inefficienze che sono state denunciate alle Autorità competenti, al management ASP, al Commissario Straordinario, “ma senza alcun risultato, né alcuna risposta”.

“Come se non bastasse – aggiunge il coordinatore - la fruibilità del servizio “dialisi vacanze”, previsto in stagione turistica per almeno 400 pazienti, genera utili per l’ASP”.

Per tutto questo i pazienti emodializzati, il 29 novembre scorso, hanno manifestato davanti al presidio “per notificare con maggior veemenza l’assenza di interventi e i mancati riscontri, gravi almeno quanto il disservizio, al fine di sensibilizzare organi superiori. La Lega si impegna a contribuire alla risoluzione di queste carenze, il diritto di curarsi non deve essere sacrificato da sterili conti o incapacità gestionali”, conclude Piserà.