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59501257 810846252617911 5844709560752799744 nPer avere successo bisogna essere idioti e di idioti in questo mondo ce ne sono tanti, anzi, tantissimi. Più si è idiota, privo di ogni istruzione, e più si ha successo, una tendenza questa che comporta un “incomprensibile” agire umano.

 

Di pochi giorni fa è la notizia del vile atto vandalico perpetrato in danno della Scuola Primaria e dell’Infanzia di Bosco Sant’Ippolito. Tale azione, spregevole, è stato motivo di disprezzo da parte di una comunità che condanna qualsiasi gesto incivile. A tal proposito l’Amministrazione comunale ha indetto un Consiglio comunale aperto nel plesso scolastico di Bosco Sant’Ippolito ovvero un Consiglio comunale in cui i cittadini hanno facoltà di parlare e di essere ascoltati, una grande opportunità per proporre, suggerire o valutare su cosa c’è da fare per contrastare certe azioni d’inciviltà. Autorità civili, politiche, religiose e scolastiche hanno risposto all’invito del Sindaco di Bovalino, Vincenzo Maesano, per esprimere vicinanza all’intera comunità e per condannare fermamente il vile atto. “Arrivare a colpire una scuola è un atto d’inciviltà”, questo è il primo commento a caldo che i cittadini hanno espresso dopo l’accaduto. Ci si domanda per quale motivo degli ignoti-idioti abbiano commesso tale atto. Ciascuno dei presenti nel proprio ruolo di educatore ha espresso la propria indignazione, manifestando il proprio disappunto su problematiche inerenti il mondo della scuola, della famiglia, dell’educazione e dei valori.

Opposizione e maggioranza hanno espresso ognuno con la propria visione, concetti chiari e concisi sull’accaduto, fino a condividerne gli impegni. Non è mancata altresì la lucida analisi di S.E. Monsignor Francesco Oliva, Vescovo della Diocesi di Locri-Gerace, sull’educazione e sul mancato rispetto della cosa pubblica. Tanti sono stati i contributi offerti in segno di vicinanza e di partecipazione anche dal mondo della scuola. Pur rimanendo fermi nel condannare il vile atto, a fronte di tutto ciò che si è detto nell’adunanza, quello che rimane sapere è: Quanto vicino stiamo ai nostri figli?”

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