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Franco GangemiNei banchi dell’opposizione si alza un’altra voce, più pacata, ma non per questo meno oppositiva. E’ il capogruppo di opposizione, Francesco Gangemi della lista “Impegno e Partecipazione”

La sua lista nelle passate amministrative è arrivata seconda su tre liste concorrenti. In tutta sincerità, era convinto di vincere?
No, quando si partecipa a una competizione non si può essere sicuri di vincere. In poco tempo, tuttavia, siamo riusciti ad allestire una squadra competitiva, non solo sul piano elettorale, ma anche dal punto di vista delle professionalità. Alcuni dei nostri candidati, infatti, avevano le competenze necessarie per affrontare e risolvere le problematiche più delicate che caratterizzano negativamente la nostra comunità.

Quali correttivi farebbe adottare all’attuale Amministrazione?
Più che correttivi, agli attuali amministratori mi sento di dare qualche consiglio. Innanzitutto è necessario riuscire a velocizzare e, quindi, rendere più incisiva l’azione amministrativa, che a tratti appare lenta e inefficace. Non guasterebbe, inoltre, un maggior ascolto delle opinioni e dei suggerimenti altrui.

Nell’espletamento del suo mandato quale tra le richieste inevase reputa la più importante ma manchevole di attenzione da parte dell’Amministrazione?
A mio giudizio la richiesta meritevole di maggiore attenzione era quella volta ad ottenere la convocazione di un consiglio comunale aperto. Ritenevamo necessario discutere su alcune tematiche fondamentali per la vita della nostra comunità: rifiuti, depurazione, campo sportivo, situazione fitti senza contratto, ecc.. Quel rifiuto da parte della maggioranza ha impedito un confronto pubblico – che poteva risultare anche costruttivo – tra i gruppi consiliari, l’Amministrazione comunale e la comunità bovalinese.

E’ soddisfatto del lavoro che sta svolgendo?
Sì, siamo soddisfatti del lavoro svolto sino ad ora e credo che continueremo in questa direzione. Riteniamo che il compito del consigliere di minoranza non debba essere soltanto oppositivo, ma anche propositivo. Occorre valutare con scienza e coscienza l’operato degli amministratori ed essere collaborativi quando il loro agire è in grado di dare risposte serie e concrete ai bisogni della gente. L’azione amministrativa, tuttavia, va contrastata qualora non risultasse in linea con le esigenze della comunità. In questi due anni lo abbiamo fatto in diverse occasioni: dissesto, depurazione, strade e viabilità, pulizia delle spiagge, utilizzo di immobili privati senza contratto, discarica di Scinà, ecc.

I ritardi dell’Amministrazione riguardo la gestione dei finanziamenti di opere pubbliche, secondo lei, da cosa dipendono?
Dobbiamo riconoscere che in Italia la burocrazia spesso non consente la necessaria celerità alla macchina amministrativa, anzi a volte determina dei rallentamenti eccessivi. Nel caso della nostra cittadina riteniamo comunque che ci sia stato qualche tentennamento di troppo da parte dell’Amministrazione, soprattutto nella fase di affidamento degli incarichi di progettazione. Tutto ciò ha contribuito a dilatare oltremisura i tempi di esecuzione di alcune indispensabili opere. Ciò nonostante, come gruppo di opposizione siamo disponibili a collaborare per garantire la necessaria incisività e velocità all’azione amministrativa.

Con il dissesto le conseguenze si allargano in più piani: politico, finanziario e sociale. In quale ritiene più ingiusta la conseguenza del dissesto?
Il dissesto finanziario determina molteplici effetti che condizionano negativamente l’operatività dell’ente, con conseguenze a cascata anche sulla vita dei cittadini. Sul piano sociale c’è da evidenziare il ridimensionamento della spesa per i costi del lavoro e il collocamento in disponibilità del personale eccedente. La spesa per il personale deve essere ridotta a non oltre il 50% della spesa media sostenuta in tale ambito nel triennio antecedente l’anno a cui ci si riferisce. Il comune che va in dissesto non può contrarre mutui e non può impegnare per ciascun intervento somme complessivamente superiori a quelle definitivamente previste nell’ultimo bilancio approvato e comunque nei limiti delle entrate accertate. I creditori devono ridiscutere con la commissione straordinaria per il dissesto i crediti vantati e, purtroppo, spesso sono costretti a vedere decurtate le somme spettanti.

Qual è l’aspetto che non le piace di consigliere di opposizione?
Questo ruolo mi è stato assegnato dagli elettori e, con senso di responsabilità, cercherò di portarlo a termine nel migliore dei modi. È chiaro che chi si candida lo fa per vincere, ma non le nascondo che il ruolo di consigliere di opposizione può risultare utile per aiutare la propria comunità a crescere e migliorarsi.

Ha mai pensato da politico e da medico qual è, realizzare un qualcosa che potesse soddisfare un bisogno particolare dei cittadini?
Come ho avuto occasione di chiarire nell’ultimo consiglio, le competenze in ambito sanitario sono regionali. Nel momento in cui si assiste al progressivo depauperamento della sanità nel comprensorio locrideo (si veda a tal proposito ciò che sta accadendo con l’ospedale di Locri) non ritengo pensabile, né utile, rivendicare il potenziamento di strutture periferiche. Occorre, invece, agire sinergicamente con gli altri comuni per contrastare l’ingiustificata riduzione di risorse economiche e umane che ormai da tempo sta interessando il nostro nosocomio. Mi piacerebbe realizzare, ritornando alla sua domanda, una più incisiva campagna di educazione/formazione su alcune tematiche che destano un certo allarme sociale. Mi riferisco in particolare ai disturbi alimentari (bulimia e anoressia), alle ludopatie, al bullismo, nonché all’uso di droghe e al consumo di alcol.

La comunità bovalinese è più incline alla cultura o alle attrattive?impegnoepartecipazioneok
Sono due facce della stessa medaglia. Le iniziative culturali, le attrattive storico-artistiche, le manifestazioni sportive, infatti, possono dare vita a tutta una serie di iniziative in grado di favorire momenti di svago e ricreativi. In tutti i settori menzionati Bovalino vanta una lunga tradizione che è necessario potenziare/valorizzare e non soltanto nel periodo estivo. Anche su questo, come gruppo di opposizione, siamo pronti a dare il nostro contributo.

Se dovesse dare un voto da 1 a 10 riguardo lo stato di vivibilità del paese che voto darebbe?
Il mio giudizio non può essere che critico, poiché è sotto gli occhi di tutti lo stato di abbandono in cui versa la nostra cittadina: strade dissestate, criticità evidenti nella raccolta dei rifiuti e negli impianti di depurazione, viabilità, via marina, discarica di Scinà, ecc..

Molte richieste sono state inoltrate durante i consigli comunali. E’ rimasto soddisfatto delle risposte ricevute?
Complessivamente no. Ma su alcune problematiche mi ritengo soddisfatto, si pensi, ad esempio, alla nomina dei garanti per l’infanzia, l’adolescenza e la disabilità.

La raccolta differenziata sta incidendo positivamente sotto l’aspetto ambientale o dovremmo ancora aspettare molto per dire che il paese è pulito?
Nessuno pretende che si faccia tutto e subito, ma bisogna ricordare che il contratto con “Locride Ambiente” è in essere da un bel po’ e le deficienze e i disservizi sono sotto gli occhi di tutti. Il servizio è appena sufficiente se si considera la raccolta porta a porta, ma sicuramente inadeguato riguardo agli altri parametri previsti dall’oneroso capitolato allegato al contratto: pulizia delle strade, raccolta degli ingombranti (che ancora non risulta operativa), pulizia della spiaggia (effettuata grazie all’ausilio di volontari e operai pagati dal comune), ecc.. Voglio solo ricordare che domenica 30 giugno la piazza principale del paese si trovava in condizioni pietose, con cartacce e rifiuti di ogni genere sparsi ovunque.

All’attuale Amministrazione le riconosce che abbia fatto qualcosa di buono?
L’Amministrazione sta dimostrando tanta buona volontà. I componenti della Giunta dedicano gran parte della giornata all’attività amministrativa e questo è certamente apprezzabile. Però non basta. E’ vero che le problematiche sono numerose, complesse e che nessuno possiede la bacchetta magica, ma è altresì vero che durante la campagna elettorale “Agave” aveva affermato di conoscere i problemi del paese (studiati per cinque anni) e, soprattutto, di avere le soluzioni pronte. Per ciò che attiene la conoscenza dei problemi credo non fossero necessari cinque anni, per ciò che attiene la risoluzione degli stessi credo che siamo ancora molto lontani.

Secondo lei, esistono i buoni politici?
E su quali basi li reputa tali?
Come in tutti i campi esistono i buoni, i meno buoni e i cattivi politici.
Il buon politico è colui che si applica solo ed esclusivamente per tutelare gli interessi della comunità e non antepone a questi ultimi il tornaconto personale. E’ colui che agisce con correttezza ed equilibrio nel rapporto con gli altri e, soprattutto, non illude e non inganna con facili promesse chi si trova in una condizione di fragilità economica e sociale.

Si vocifera che la minoranza dovrebbe svolgere il proprio ruolo, piuttosto che fomentare discussioni tra gruppi di opposizione. Cosa risponde a riguardo?
La minoranza sta svolgendo il proprio ruolo con senso di responsabilità e nel rispetto dei ruoli. Se qualche discussione c’è stata con l’altro gruppo di opposizione rientra nella normale dialettica politica. L’importante è che il tutto si inquadri nel perimetro del confronto politico avendo sempre rispetto delle persone.

Nel suo trascorso politico quali tempi sono stati buoni per Bovalino?
E cosa invece oggi è diventata la politica?
Molti anni addietro Bovalino era la perla della Costa Ionica, sul piano del fermento culturale (musica, teatro, sport, ecc.), turistico e del commercio. Sotto il profilo culturale la nostra cittadina continua a dimostrare una certa dinamicità, ma su tutto il resto abbiamo registrato un arretramento davvero preoccupante. Lo scadimento della qualità dell’impegno politico di questi ultimi anni ha contribuito non poco al decadimento del paese.

E’ più importante dimostrare di avere ragione o valutare con coerenza?
La coerenza è importante nella vita, ma solo attraverso i fatti si può dimostrare la giustezza del proprio operato, le parole servono a poco.

Ai giovani che attendono più di tutti la soluzione della problematica “stadio” cosa dice?

Lo stadio è un grosso problema, per la società e per i giovani che seguono la squadra. In questa vicenda s’intrecciano molteplici responsabilità che riguardano le amministrazioni del passato, ma anche l’attuale maggioranza. Per giungere a una soluzione esaustiva è necessario il supporto di un tecnico altamente qualificato in grado di pianificare i giusti interventi. Noi disponevamo di questa figura nella persona dell’ing. Ovidio Italiano, il quale aveva e ha chiari i passaggi da compiere per giungere, in tempi ragionevoli, alla soluzione del problema.

A distanza di anni, da ex consigliere si è candidato a sindaco. Qual è stato il motivo che l’ha spinta a proporsi in questa veste? Sarà un’esperienza, questa, da ripetere?
Mi sono candidato per un senso di responsabilità nei confronti del paese dove vivo e dove vive la mia famiglia. E’ stata una scelta difficile, ma non intendevo stare alla finestra ad osservare il degrado che ci circonda e magari criticare. Ho ritenuto giusto metterci la faccia e, mi creda, non è stata una scelta facile. Per il momento ritengo necessario affrontare con serietà e dedizione il ruolo di capogruppo di minoranza. Francamente non ho preso mai in considerazione una eventuale ulteriore candidatura.

Ringrazio il Dott. Francesco Gangemi per il tempo che mi ha dedicato e per le risposte che ha voluto fornirci.