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Capitolo 1

Mi sento annegare nel mio stesso sudore, sono madida, il pigiama mi grava addosso come se pesasse oltremodo, mi aderisce sotto le ascelle, tra le giunture delle ginocchia, sui seni, mi sento soffocare, e dappertutto importunare il corpo da questo tessuto zuppo.

Il cuore tamburella ed i capogiri mi mozzano il fiato in gola, strizzo gli occhi così forte che quando li riapro il buio è venato da ramificazioni blu e piccoli coriandoli multicolor, piccole linee nette e cangianti, che scruto per concentrarmi su qualcos'altro, auspicando che l'attacco di panico smetta di sballottarmi.

Non c'è verso. Si protrae.
Devo scappare da qui, il letto m'inghiotte, m'inabisso, fuori il balcone...aria, fame bulimica d'aria. Esco, fa freddo. Le vertigini mi assalgono, i palazzoni si stagliano e svettano netti al buio, qualche insegna intermittente le illumina a sprazzi conferendogli un'aria lugubre e raggelante, mi sento sola e desolata contro questa sovrastruttura uggiosa, il cielo è nero sfumato d'arancio a Torino, una macchia livida e tratteggiata dai barbagli dei lampioni arancio-triste.
Respiro voluttuosamente, boccheggio, ansante mi siedo rasentando la ringhiera con le spalle e mi rannicchio. Uno...due...tre...quattro...uno...due...tre... inizio ad enumerare, per recidere il flusso di pensieri che mi sommuove le ansie e la calma sopraggiunge, lenta si propaga, eccola, mi inumidisce e mi culla col suo torpore dosato. Respiro insistentemente e riprendo la sequela: Uno...due...la vita è bella...tre...uno...perché m'ha lasciata?...due...tre...quattro...devo piantarla...posso dominarlo...cinque...il dolore...sei...sei...dove? E perché? Riprendiamo, maledizione...uno...due...tre...vado avanti così per mezz'ora battagliando col mio sé, con la parte di me che s'incaponisce a torturarsi, con una pianificazione mentale che non si capacita di un'assenza.
Ora ecco che mi calmo, a breve l'alba sopravanzerà, andiamo a letto, anche se le ossa ora sono imbevute di sudore,di freddo ghiacciato; mentre il pigiama è illuminato anch'esso dai lampioni arancio-tristi, ma i pensieri rallentano e l'artmia si stabilizza. Ciononostante il letto sembra meno confortevole della ringhiera là fuori...
 
Andrea è una ragazza come ce ne sono tante, o forse no: come ce ne sono poche, anche se probabilmente è una ragazza come nessuna, ma lei lo sa e ne sorride come solo chi è consapevole della propria singolarità può permettersi.
Capelli corti e nerissimi incorniciano un volto comprensivo di lentigini, disseminate trasversalmente sul volto tarlato dalle stesse, naso piccolo ed all'insù, una piccola cicatrice sull'arcata sopraccigliare destra, verticale e rettilinea, due occhioni color pozzo nero da cerbiatto, ed una bocca esangue e sottile profilano il suo volto.
 Spesso è preda di ansie ed insicurezze che la martoriano destabilizzandole la vita, anche quando non vi è apparentemente motivo, la paura sopraggiunge recidendole il respiro in gola, facendola vacillare e minando alla sua sicurezza, per inciso come è avvenuto questa notte.
Andrea è una che le cose teoricamente le conosce bene. Per esempio sa bene che ha un talento particolare per cacciarsi nei guai e che questo ovviamente non è bene, che non è una genialata e quindi si promette sempre di smettere. Sa anche che alla sua vita non manca evidentemente nulla e che la sua propensione a cercare qualcosa, quel fatidico "nonsoché" la catapulta in pericoli ed il "tassello mancante" non si scova ugualmente, malgardo lei si escori perlustrando, intenta e cieca a snidarlo, quello la schernisce e non si palesa, dunque è sufficientemente conscia che il gioco non vale la candela. Teoricamente  quindi avrebbe potuto smettere e ravvedersi anche subito, ma praticamente non c'è mai riuscita. O forse non ha mai voluto veramente? O forse avrebbe voluto soltanto a metà? Valle ad interpretare le sfumature psichiche che ci veicolano. Andrea studia e lavora, scrive e legge smodatamente, perpetuamente,  convinta che i libri siano meglio delle persone.
 Ovunque vada ha sempre un libro tra le mani, se li porta dietro anche quando va a fare la spesa, anche se non letti le fanno compagnia. L'ultima volta "Siddharta" era con lei al banco dei surgelati, tentennante se scegliere per cena "sofficini" o olive all'ascolana. Nel tempo libero non fa palestra, no. Neppure jogging, ma quale cinema? Il suo Hobby? Innamorarsi di chi già in partenza sa che non la ricambierà mai o con cui non potrà mai starci insieme. Desueto eh? Non per lei, strana creatura perpetuamente attratta dall'impossibile e dall'inadempienza. Sconclusionata per eccellenza e dispersiva. Andrea è un fiammefero che si estingue subito: paff, fiamma alta e arroventata che poi si dissipa in men che non si dica, tre secondi e sfuma. Però in quegli istanti arde irradiando pure il sole stesso, persino le ombre vengono disarticolate da quel barbaglio abbacinante che la contraddistingue.