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Ci sono dei giorni in cui proprio non ce la faccio. Il putridume mi annega e la stanchezza mi sopraffà. Ho sempre amato studiare e conoscere, una smania di sapere che mi ha sempre condotta a sondare e perlustrare, per intendere meglio i mondi che mi circondano e non.

E' fantastico, soltanto che è anche veritiera l'asserzione "chi accumula sapere accumula dolore". Sì, le cose stanno proprio in questi termini. Talvolta la verità è bruciante, e non di rado il suo peso riduce in poltiglia la tua serenità (lo so, accade così a me in primis), ti catapulta faccia a faccia con lo squallore che si cela dietro la coltre apparente delle cose che ti attorniano, e rende brandelli i nostri intendimenti. Ma ho sempre prediletto l'escoriazione divampante della realtà, al quietismo di una bugia troppo edulcorata. Ultimamente la mia attenzione è stata catturata da un libro, "Terroni" di Pino Aprile. Narra una realtà alternativa e molto più vera di quella che la Storiografia tenta di inculcarci riguardo l'unità d'Italia, propinando soltanto interpolazioni convenzionali di comodo. Il Sud, ci dice Pino Aprile, il Sud che oggi è additato e screditato, il Sud che è marchiato a fuoco da insulti e sputi, che viene violentato da razzisti ignoranti di ogni sorta, e che è stato contrassegnato da minorità razziale, (cosa che non dovrebbe esistere in un Paese Civile, quale l'Italia si definisce né in alcun altro luogo), non è affatto così come l'hanno descritto volgarmente. Perché si è giunti a questo, ve lo siete mai chiesti conterranei miei? Sì, mi rivolgo a voialtri merdionali, ve lo siete domandato mai il perché? Ve lo spiego molto brevemente, tenatando per quanto possibile di essere concisa: ha avuto tutto inizio dalla famigerata Unità d'Italia. Il Sud prima del 1861 non era affatto martoriato da delinquenza e minorità di sorta, la nostra economia era fiorente, l'agricoltura redditizia, l'industria riusciva a competere brillantemente a pari livello con quella europea. Al Nord ovviamente questo disturbava, provava un senso d'irrisolto e d'impotenza, perché da noi la concorrenza era alta, il regno dei Borbone non era affatto oppressivo come vogliono farci credere, tenevano alla loro gente e la vita trascorreva serenamente, e godeva di benessere di ogni genere. Quando i garibaldini e i piemontesi ci invasero, gli stupri, i saccheggi, le violenze fioccarono. Il nostro popolo insorse perché estenuato, e sconfitto, umiliato, da allora un semplice movimento di Resistenti che si oppose alle crudeltà cieche che gli vennero inflitte, acquisì spregiativamente il nome di Brigantaggio! Briganti certo, soltanto perché difendevano le loro madri, sorelle, figlie dagli stupri, e le loro dimore dalle depredazioni, soltanto perché non sottostavano agli eccidi immotivati che Nino Bixio (braccio destro garibaldino, nonché citato nei libri Storia come semieroe) compiva infierendo col suo cieco odio. Bene. Il "Brigantaggio" era nato esclusivamente come scudo difensivo ai soprusi. Col passare del tempo purtroppo si "evolse" in vere e proprie ramificazioni di malavita, ingiustificabili e orribili da cui tutt'oggi la gente onesta è flagellata e ne paga le conseguenze. Questa è una breve sintesi. Vedete signori, io non sono qui per additare nessuno, amo infinitamente il Nord e la sua gente, tanto quanto voi, miei conterranei del Sud. Questa filippica non vuol essere discriminatoria, men che meno è estesa al Nord attuale. Soltanto tenevo a precisare, a tutti quei signori che ingiustificatamente ci definiscono "terroni", "mafiosi", "criminali", dunque leghisti, alcuni "adepti" delle destre, ignorantelli vari, che siam stati un popolo immenso e lo siamo odiernamente, che nel nostro sangue scorre il sangue dei Borbone, dei Greci, dei Bizantini, dei Normanni, che abbiamo una tradizione miliare e immensa! E non sarà mai offuscata dall'immenso ottenebramento di fandonie che elargite sul nostro conto! I vostri misfatti continueranno a venire a galla, e ci riprenderemo i nostri diritti e gli onori di cui ci avete e continuate a derubarci! E che se le vostre condizioni strutturali e lavorative sono ben spesso migliori (qui mi rivolgo in prima persona ai "magniloquenti" beoti e pupi avariati che si accaniscono contro noi), delle nostre è perché avete attinto illecitamente dalla cassa del mezzogiorno, asserendo a torto che erano i meridionali stessi a sperperare e a dispensare regalerie. Mentre voi, ladri e manigoldi attraverso leggi punitive e drenaggi di denaro esportati da Sud illegittimamente a Nord, non avete fatto altro che usurpare i nostri averi, non soltanto dal 1861, vi protraete tutt'ora. Leghisti e amministrazioni spregevoli, implicati in società organizzate e privi di meritocrazie (Vedi Bossi: tre finte lauree (Pino Aprile), etc... se ne potrebbero citare a bizzeffe, accusate noi di "razza inferiore". La Lega è l'unico partito in tutta Europa a essere designato come razzista e triviale, in Germania ed in Francia vi sono movimenti rassomiglianti, ma rimangono sempre relegati fuori dal potere, nonostante l'alternanza destra-sinistra che governa giustappunto alternativamente, sono emarginati in fin dei conti, mentre invece in Italia la Lega è stata appoggiata ampiamente anche dai governi di centro sinistra. Vergogna, provo un'adirata ripulsa per quest'Italia, invece di essere universalmente coesa è "separata in casa", è ancora vittima di luoghi comuni e false ideologie. Vorrei rivolgermi al mio popolo. Ai ragazzi del Sud più propriamente: "Non abbiate paura ragazzi, non sentiatevi sminuiti, provenite da un luogo meraviglioso e nelle vostre vene scorre il sangue dei Padri che fondarono e arricchirono la nostra meravigliosa terra. Non denigrate la vostra provenienza, dovete studiare ragazzi, ché la verità pesa ma vi concederà il privilegio di non brancolare nella fandonia. Dovete ripudiare l'illegalità, trovare voi stessi e fare della vostra vita un capolavoro meraviglioso. Tenteranno di mettervi il bastone fra le ruote, di farvi credere che non serve a nulla, non credetegli, scoprite la vostra attitudine, ripulitela e realizzatevi, aprite le menti non lasciate che le mentalità retrograde vi annichilsicano, pensate oltre, non deturpate il Sud già provato, non inquinate, amatelo e mettete una mano destra sul cuore, quando vi chiedono da dove provenite e proferite ferventi e con l'orgoglio che vi irrora da capo a piedi: "Calabria, Sicilia, Campania, Basilicata" ditelo a cuore spalancato!!! Vi hanno insegnato che i diritti sono un optional, non è vero, se ve li detraggono difendeteli, reclamateli, indignatevi, siate ammantati di "senso del bello". Dovete studiare ragazzi, interessatevi alla politica, non siate esimenti, perché dovrete sondare il putridume e non permettere che manopolino la vostra psiche!" Gelmini, Berlusconi, Leghisti, non sono che i continuatori di una demagogia insulta volta a distruggerci e che ha luogo da centocinquanta anni. Non additate il fratello del Nord, è disseminato di bella gente il settentrione e di meraviglie di ogni tipo. Dovete essere tutti uniti e coalizzati, non lasciamo che ci dividano, siamo tutti Italiani senza distinzioni, studiate ragazzi. Siate corretti. Io mi inginocchio e mi prostro per l'Amor di Dio credete in voi, siate forti. Preservatevi coi libri e la legalità. Siete la nuova classe dirigente dovete assumervi il peso lieve della responsabilità del "campare a modo", mandiamo a casa questa casta di gerontocrati ignoranti e squallidi che s'arrogano il diritto di definirsi politici, rimpiazzateli colla vostra vitalità e freschezza, con l'ardore e quel profumo di sogno che vi abbonda tra i sorrisi: Libertà, Cultura, Legalità, Informazione, Diritti: le quattro pietre angolari su cui edificare e articolare il vostro domani. Leggere "Terroni" di  Pino Aprile è ausiliare per acquisire cognizione di causa.