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"Anche quando la vita sembra una lotta contro i mulini a vento, eroe è colui che non si arrende, che ogni volta si rimette in piedi e prosegue il suo viaggio, incurante degli ostacoli, incurante della sconfitta. Invincibili sono tutti coloro che hanno ereditato l'ostinazione di don Chisciotte. Invincibili sono, per esempio, i migranti, uomini e donne che attraversano il mondo a piedi per raggiungerci e non si fanno fermare da nessun campo di prigionia, da nessuna espulsione, da nessuna legge, da nessun annegamento, perché li muove la disperazione e vanno a piedi". Erri De Luca.

 

L'articolo di quest'oggi verterà sul coraggio, sugli impavidi, sugli eroi comuni che brulicano nel mondo, spesso ignari della loro grandezza. E' una citazione di Erri De Luca ad aprire quest'articolo come avrete verosimilmente intuito, ecco che egli ci illustra chiaramente chi è l'erore per eccellenza. Sfatando il luogo comune che l'emblema dell' eroe per eccellenza sia trasfuso nella figura di qualche consueto super eroe, protagonista generalmente di un fumetto o che debba essere necessariamente colui che compie imprese eclatanti per l'opionione comune. Preferisco ricondurre alla figura degli impavidi, dei coroggiosi te lettore, te che studi e nonostante la fatica estenuante ti appesantisca le palpebre e il timore che un giorno il fantasma del precariato possa minare la tua stabilizzazione continui imperterrito a sfibrarti gli occhi sul libro, perché tu studente non vuoi rimanere una "canna al vento" e allora combatti ciononostante. Eroe sei tu operaio, che di primo mattino ti sdesti nel cuore delle ore antelucane perché la sveglia ti richiama al dovere, e torni la sera spossato e depredato da sonno e riposo per sfamare la tua famiglia, per permetter loro di vivere decentemente e non demordi. Eroe sei tu, lettrice che assolvi al mestiere più difficile del mondo: quello di madre. Educare i figli? Uno dei compiti più ardui, a te che sei moglie e sopporti e supporti il coniuge offrendogli sempre riparo e cantuccio certo. Eroina sei tu ragazza, che sei innamorata e i tuoi occhi splendono, divieni smaniosa, adrenalinica e il cuore ti tamburella impazzito quando vedi quell'espressione  di lui sul volto, e quel suo sorriso ti spezza il fiato in gola, e ti rende malinconico-leggiadra, come solo agli innamorati è consentito, mentre il terreno si disintegra sotto le suole  e  le gambe tremule ti vengono meno, eppure ti lasci pervadere da questa sensazione, lasci che ti percorra e che ti perlustri il cuore a palmo a palmo, nonostante non sia facile conternerla. Ecco eroe, sei tu scrittore, che intingi il calamaio nell' "Olimpo doloroso" delle parole, chi ti comprende scrittore quando ti affanni a trasformare  in  costrutto espressivo l'emozione che ti penetra per renderla intatta al lettore? E com'è difficile ammutolire le voci narranti, nevvero? Sì gli eroi siete voi. La moltitudine di piccole grandi vite che si diramano nell'universo, che nel loro ambiente circostante ogni giorno lottano con un rovello o un cruccio che li tormenta, che li affligge. Erri De Luca vi ha riconosciuti, e anche Caparezza, ha dedicato a voi piccoli grandi impavidi uno dei suoi brani, e di cui permettetemi di riportarvi un piccolo sprazzo:

"Stipendio dimezzato o vengo licenziato

A qualunque età io sono già fuori mercato

…fossi un ex SS novantatreenne lavorerei nello studio del mio avvocato

invece torno a casa distrutto la sera, bocca impastata

come calcestruzzo in una betoniera

io sono al verde vado in bianco ed il mio conto è in rosso

quindi posso rimanere fedele alla mia bandiera

su, vai, a vedere nella galera, quanti precari, sono passati a malaffari

quando t’affami, ti fai, nemici vari, se non ti chiami Savoia, scorda i domiciliari

finisci nelle mani di strozzini, ti cibi, di ciò che trovi se ti ostini a frugare cestini

..ne’ l’Uomo ragno ne’ Rocky, ne’ Rambo ne affini

farebbero ciò che faccio per i miei bambini, io sono un EROE".

 

Quindi caro lettore, chiunque tu sia, qualunque sia il tuo mestiere o il tuo sogno, la tua utopia, il tuo ruolo all'interno della società, indistintamente, non sottovalutarti, sei a tuo modo un coraggioso eroe, chi vive lo è... vivere è uno dei mestieri più difficili.  A prescindere, chiunque abbia la fortuna di avventurarsi in questa "favola bella" (così definita da D'Annunzio) e da noi chiamata "esistenza", merita il plauso da tutti gli altri.