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"Quegli sms che alla undici di sera dicono "dove sei" ma che in realtà significano molto di più di quello che dicono"."Quando mia moglie si mette una mia maglietta". "Tutte le persone che non sono belle, o che son brutte, ma diventano più belle quando le conosci, sempre".Francesco Piccolo.

 

 

di Chiara Nirta

Apriamo oggi l'articolo con delle citazioni tratte dal libro di Francesco Piccolo: "Momenti di trascurabile felicità". La scelta di questi aforismi oserei dire, è dettata dal fatto che desidererei che voi lettori oggi poneste l'attenzione particolarmente su ciò che vi circonda, sulle piccole minuziosità e sfaccettature quotidiane che costellano la nostra consuetudine e che spesso passano inosservate, vengono categorizzate dal nostro cervello come sistematiche e ripetitive, come riti quotidiani banali, ed invece son molto di più. Invece sono dei piccoli anfratti in cui si annida la nostra felicità. Francesco Piccolo l'ha intuito, ed ha voluto dedicare interamente un libro a questi "momenti di trascurabile felicità", che tacitamente adornano le nostre vite e che sommessamente ci donano piccoli barbagli di gioia nel loro ripetersi. La felicità non è  dunque un raggiungimento, la felicità è celata nei piccoli gesti quotidiani, in uno sguardo, nell'abbraccio immotivato di due persone, in quei frangenti strani in cui si sta per compiere una scelta, in una calorosa stretta di mano, quando un'alba filtra dalle persiane foderata e silenziosa, quando, come direbbe Francesco: " Nei corridoi del supermercato studio sempre i carrelli delle persone e immagino le loro colazioni,  le loro cene, certe somiglianze con il loro modo di vivere", ecco tutti questi gesti tassativi che ogni di' ripetiamo con una meticolosità abitudinaria, sono intessuti e madidi di vita, ci donano la semplicità che è la componente più bella ed essenziale, ci strappano un sorriso, ci rendono partecipi di questa grande e insensata danza adamitica che è l'esistenza. La felicità non è mai un raggiungimento, ribadisco o un fine prestabilito, è un percorso tortuoso e ispido, occorre inerpicarsi giorno per giorno su vette altissime, lottare ogni mattino a denti serrati per mantenerla, e infine decisi, scovare dove s'annida latente. Ché poi spesso la sua dimora non è così remota né distante, di sovente è a noi dirimpetto, innanzi agli occhi nostri, ed occorre solo saperla riconoscere. Quante volte è trasfusa in una parola, in un bacio, nella gestualità, nella visione di un paesaggio  campestre magari, o ancora nella realizzazione di un'idea, e neanche ce ne rendiamo conto, ci ostiniamo a cercarla a destra e a manca, mentre lei non è altro che lì, davanti al nostro naso, sarebbe sufficiente aguzzare di poco la vista, stropicciarci lievemente gli occhi per godercela tutta. Non incaponiamoci a cercarla in cima al mondo, è sufficiente affinare lo sguardo e coglierla, lì lì... in procinto di compiersi, nel sorriso magari di quel bambino con naso sporco di gelato.