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Non so se credere al destino. Tante volte penso che sia tutto già scritto. Tantissime altre volte sull'onda di un pensiero invece mi smentisco dicendomi che sono tutte scelte. In altri frangenti me la prendo col caso, quello che ci sommerge fino a condurci davanti a delle scelte, c'illude e ci convince che siamo noi a decretare la decisione e invece è già tutto accaduto, ci limitiamo ad acquisirne consapevolezza. E dovrebbero darci il Nobel per questo automatismo becero? Mi sembra quest'ultima un po' una vigliaccata-scarica barile, alla fine le conseguenze ci tocca assumercele perché siamo stati noi a compiere un gesto, quindi? Non so mai che posizione prendere, ecco perché mi mantengo neutra nell'ambiguità del relativismo. Voi mi dovete scusare se io non so scrivere "facile". Cioè, i miei grovigli mentali e le mie vigliaccate non so tradurvele in linguaggio troppo colloquiale. Parlo sempre del tutto e del niente. Ma tutto è niente. Ci siamo inventati dei vocaboli e per ognuno acquisiscono un significato diverso ogni di'. Non vi lascerete spaventare dalla mutevolezza? Tutto cambia in un battibaleno e non sapete più perché avete scelto quella carriera, quella donna, quella moto, quel colore... non vi lascerete spaventare?! E' solo la vita che gioca a dadi con il vostro culo. Io non mi scombinerei ma la vita per i soldi. Una volta me la lasciavo scombinare solo dalla passione. Ma la passione come tutto, passa. E quanto passato è passato dentro di voi? Cosa vi ha resi? Adesso non mi lascio scombinare nulla da niente. Solo la morte può decretare la mia fine. Voglio intraprendere scelte coerenti, e queste frasi da caro diario anche se non a interessano nessuno, interessano tutti. Perché tutti vogliono essere coerenti. E invece siamo tutti sistematicamente degli interrotti. Ma non dobbiamo essere severi con noi stessi e flagellarci le cervella mentre ci malediciamo per la nostra sconclusionatezza. Niente è troppo importante, moriremo. Quindi relax!, Tutto finirà. Boooom! E poi chissà? Ognuno decide in cosa credere ma la certezza matematica dell' Al di là non ce l'hanno quelli che masticano scienza come tramezzini! Volete avercela voi? O io? Essere inutile che vive di parole banali, già scritte e completamente inutili? Eppure lo so che avete bisogno di queste parole, io ne ho. Io sono un essere umano come voi. Conosco i miei bisogni e pure i vostri. E' rettilineo. Io sapete che vi dico? La vita vivetevela come vi pare. Il giudizio non esiste. E se esiste è dettato da gente che ha molto tempo da spendere. Da spendere male, perché ognuno ha il diritto di fare della propria vita un capolavoro o di rovinarsela come meglio crede. La vita è un dono, ma è tua. Quindi guardala in faccia e dille quello che credi. Chi giudica non ha capito niente. E tu nel tuo esistere meriti solo intenditori, non ignoranti. Tanto lo siamo tutti, ignoranti, dico. Non abbiamo neppure un metro per misurarcela l'ignoranza. Se diventiamo colti siamo solo bravi a spiattellare agli altri il nostro intelletto, diventando ancora più pateticamente cretini di chi crede che sei per sei faccia trentasei. Per me fa ottantaquattro e me ne sbatto se la tua calcolatrice mi confuta la cosa. NELLA MIA FANTASIA è così. La fantasia è la parte più vera di me, di te, di noi. E' la tavolozza per dipingerci i sogni senza sforzo o sacrificio. Chi l'ha detto che bisogna necessariamente gettare sangue? Il difficile non è sempre la strada più facile per realizzarsi. Ma lo vedete che viviamo di stereotipi che decidono per noi? E quando ci imponiamo la libertà non siamo ancora più maledettamente prigionieri di un raggiungimento che spesso e volentieri è fiato sprecato? Io mi sono stancata di filosofeggiare, cosa mi devo filosofeggiare? Chi deve ascoltarmi? La disillusione mi ha appannato il cuore e non sono triste. Vedo le cose come stanno. Forse credendo di vederle in modo neutro senza troppi fronzoli le osservo invece in modo alterato anch'io. Cartesio e il dubbio hanno instillato in me un'insicurezza cronica che non se ne andrà mai. Quanta vita dissipata a capire cose che oggi non mi servono a niente. Anzi. Avrei guadagnato qualcosa in più non conoscendole neppure. Le passioni mi offuscano i ragionamenti. Ho ereditato anche l'edonismo malato e godereccio di Wilde. Dorian Gray, alla fine l'avrà capito che vendersi l'anima non valeva affatto la pena? I colti lo avranno capito che spendere tutta la vita a non vivere sui libri non è un atto eroico ma autolesionismo? Gli ignoranti lo avranno inteso che "beata ignoranza" è un complimento sarcastico e non sincero? In Calabria lo avranno capito che "Il cambiamento parte da te! Non ti omologare! Sii diverso, non importa quello che dicono, lasciali parlare, tu vivi, vivi,vivi, vivi, lasciali dire, vai, vivi, vivi, vivi, vivi, vivi... anche a costo di morire, vivi!" Al Nord lo avranno capito che se ci chiamano terroni ci onorano? Al Sud lo avranno capito che al Nord ce ne freghiamo se c'è la nebbia... si vive meglio da molti altri punti di vista! Potete farlo anche voi. La parolina magica è "cambiamento"! Gli uomini avranno capito che se non dànno attenzioni alla propria donna quella se ne andrà e farà bene? Le donne lo avranno capito che anche dopo anni di matrimonio se si adagiano troppo, abbigliandosi col mollettone, le pantofole e le mutande di nonna Giuditta ascellari in marito le cornificherà, anzi cervizzerà... e gli puoi dare torto? I politici lo avranno capito che hanno esagerato e se non si sbrigano l'Italia per quanto odiernamente avvizzita e distratta da "Maria Dei Filippini" un giorno si arrabbierà tanto tanto e li manderà a casa in modo molto poco gentile? "I quarantenni che scherniscono i quattordicenni accusandoli di non sapere nulla sull'Amore, lo avranno capito che si stanno sbagliando? forse si stanno solo rodendo di gelosia? I finti umili lo avranno capito che il trucco è vecchio? Gli ostentatori lo avranno capito che nessuno se ne sbatte delle loro gesta vanagloriose comprendenti una frase di senso compiuto di quattro parole priva di errori grammaticali? Voi avrete capito che mi serve un breviario concernente la punteggiatura? L'avete capito che Lampugnano è una cittadina vicino Milano e non un insulto calabrese? E che io sto scrivendo qualunquismi paurosi e non me ne frega nulla? Io ho capito che ciò che ho detto non interessa nessuno, ma siccome mi piace aggiungere nulla al niente, vi avviso anche che mentre scrivo sono le quattro del mattino e mi sto spaccando di cioccolata mentre me la rido malignamente per non aver detto niente. Gli scrittori sono pazzi. Nel caso mio c'è pure l'aggravante della cretinaggine. Almeno ho il coraggio dei miei limiti. Le odi a me stessa non mi interessano. Emh... sì, lo so. Il trucco è vecchio. V'abbraccio.