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Non mi ritengo arrendevole e refrattaria, e neppure inaridita sentimentalmente parlando, però sì, sono disillusa. Il punto è che sono giunta alla conclusione che determinati concetti (per quando concerne la mia vita, perlomeno) non hanno più ragion d'essere o sono stati estinti ed aboliti.

Le persone, la gente ha un ruolo rilevante tanto quanto marginale all'interno del mio vivere. Mi contraddistingue l'umiltà, la cortesia, l'estroversione, e la gentilezza, anche la disponibilità, però ho posto un filtro, nessuno può più né deve scalfirmi. La vita di tutti noi, non dobbiamo permettere che venga scheggiata da nessuno né alcuno, non si tratta di egoismo, non confondiamo le definizioni, è soltanto amor proprio, è soltanto voglia di conservarsi intatti ed indenni, di preservarsi alle bufere dell'umore altrui. E' una costante che tutti ci abbandonino, che le distanze annichiliscano e corrodano i rapporti, che gli anni e le controversie spesso generate da incomprensioni si frappongano fra noi e le persone che consideriamo eterne e facenti parte per sempre della nostra esistenza sovente si voltino verso un'altra prospettiva che non è la nostra propria. Quando intraprendiamo determinate scelte e imbocchiamo differenti sentieri, questo implica che gli effetti collaterali siano le selezioni, in quanto stiamo già selezionando alcune persone che seguiteranno al nostro fianco perpetuando il cammino insieme e fiancheggiandoci, da altre che saranno solo un abnorme e bislungo incaglio da cui prenderemo le distanze. Non si può fare affidamento totalizzante sulle persone, non perché siano infide e deleterie, ma perché generalmente non saranno eternamente presenti, e se dunque investiamo a perdere i nostri sentimenti ne rimarremo abrasi. La gente ha un'anima itinerante, e da loro non si può pretendere una presenza perenne. Fa male e squassa l'anima, ma l'evolversi dell'esistenza lo comporta, e la precarietà non annovera solo e prettamente i rapporti umani, ma anche i sentimenti e le idee. Tutto si rinnova, e tutto si dissipa mentre avviene, mentre si consuma. Io vi dico questo perché desidererei che voi non v'incupiste troppo per la rottura di un rapporto, per il troncarsi di un sentimento o per il male deliberato o inavvertito che viene fatto nei confronti della vostra persona. Dovrete essere bravi a barcamenarvi nei marosi della vita, perché da un attimo all'altro il terreno che credevate saldo si può sfaldare estemporaneamente da sotto i vostri piedi. Questo non equivale ad una fine forzatamente, è soltanto una metamorfosi del vostro percorso esistenziale, tranquilli, ovattatevi in una sorta di quietismo, perché è solo l'altalenante alternanza delle stagioni della vita che sta avendo luogo, nulla di così intimidatorio. Dovrete imparare a gettarvi a capofitto nei sentimenti con un sol piede, badate bene, mai con entrambi. Neppure dirimpetto all'Amore, respirate profondamente riempendo gli alveoli polmonari ed amate come folli, ma sempre ben attecchiti con un piede al terreno neutro, in modo tale che se l'altalenante stabilisce che il tempo propizio è giunto ed occorre mutare l'itinerario, voi non affogherete integralmente perché sarete stati cauti ad inabissarvi a metà, vivendo appieno con una parte, e affinando lo sguardo e l'arguzia stando in allerta con altra. Se vi capita poi di essere sessualmente attratti da una persona, occludete la valvola del cervello che decanta bigottismo e valori non morali, ma stereotipi in vigore nel settecento e vivete con la fiammella alta ogni sorta di passione che vi si presenta. E' sporadico e raro che accada consecutivamente la stessa opportunità, e dovrete essere tempestivi e sincronici, privandovi di troppa elucubrazione. Date una tregua alle vostre cervella, non guarniteli di rovelli e preoccupazioni, chi è negativo è frequentemente più propenso a fallire, l'ansia appendetela al chiodo, vi sono variabili indipendenti che non possiamo dominare, almeno non parimenti. Lasciate che l'omologazione vi scivoli addosso, evitate come la peste bubbonica d'inzaccherarvi di conformismo e becera abnegazione. Voi non dovesse esser rassomiglianti ad alcuno, se non medesimi a voi stessi. Non giudicate e men che meno additate un individuo come reo e colpevole consapevole, perché domani il carnefice potreste esser voi. Noi siamo edificati e assemblati non soltanto di carne, ma più fittiziamente ed oniricamente da "Maschere" che non ci esentano da alcun tipo di ruolo, e dunque disponiamo del triste privilegio di ribaltare la situazione divenendo da vittime aguzzini belli e buoni. Non perché siamo perfidi o è stabilito da qualche regola che chiunque inveisce anche a torto contro di noi sia un abominevole ed insensibile figuro, no... molto evidentemente stiamo conoscendo una delle sue "maschere" esattamente corrispondenti, per inciso, ad ogni stato d'animo di cui la nostra anima è disseminata. Non esiste la cattiveria e la bontà, a grandi linee possono esserci persone più propense per una qualità piuttosto che per un'altra, ma non c'è mai completamente nerume e brutture in un individuo né completamente luce virginale e candore. Siamo esseri controversi e contraddittori, in noi coesiste di tutto. Siamo individui apparentemente incongruenti e sommersi da personalità che non avrebbero alcuna interconnessione con l'altra, che si troverebbero agli antipodi, eppure? Sono amorfe molecole che ci compongono, ossimoricamente è così. Allargate, spalancate e divaricate... le menti, non soltanto le gambe, è molto più fruttuoso e fecondo in ogni senso, anche perché in altri termini, l'erotismo più forte è psichico non fisico. Dunque menti aperte miei cari, e ora, serena notte.