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CoronavirusokDivieto di uscire dal proprio Comune a Natale e Capodanno, ma con la possibilità di andare a pranzo al ristorante. No ai ricongiungimenti con i parenti o ai viaggi verso le seconde case fuori Regione. Niente sci, niente crociere.
Sono le misure che il governo dovrebbe proporre tra poche ore al Parlamento, in vista del varo del nuovo dpcm anti-Covid, che sarà in vigore dal 4 dicembre. A Capodanno probabile chiusura alle 18 per i ristoranti degli hotel. Resta il nodo scuola, manca una decisione sul rientro in classe prima di Natale.

 

 

Nel complesso, sulle festività natalizie si profila una stretta. Con coprifuoco e limitazioni agli spostamenti anche tra zone gialle. Lo si apprende da diverse fonti di maggioranza presenti alla riunione, nella quale si è sviluppato un confronto sul prossimo dpcm, il cui varo è atteso il 3 dicembre.
La bozza sarà inviata il 2 dicembre alle Regioni per un'ultima valutazione.


Zona gialla rafforzata
Le misure, ha spiegato Conte ai capigruppo nel pomeriggio, disegneranno una “zona gialla rafforzata” che serve per evitare di “andare a sbattere” contro una terza ondata. Il presupposto di partenza è il probabile passaggio in zona gialla di tutte (o quasi) le Regioni nelle prossime settimane, con possibile discesa sotto 1 dell'indice RT di trasmissione del virus.

Tra le misure che, rispetto alle anticipazioni, dovrebbero essere confermate, c'è la quarantena a chi rientra dall'estero (Conte avrebbe citato Macron che è sulla stessa linea) e lo stop allo sci. Si discute anche sull'apertura degli alberghi nelle aree sciistiche, con la difficoltà a distinguere quelli che devono restare chiusi da quelli “a valle” che potrebbero in teoria essere aperti: il criterio potrebbe essere permettere l'apertura, se resterà un blocco rigido degli spostamenti tra le Regioni.


Tavoli su scuole presso prefetture
Per quanto riguarda la scuola, l'ipotesi presentata dal governo ai capigruppo di maggioranza è quella di istituire tavoli presso le prefetture ai quali coinvolgere i presidi, gli amministratori e i responsabili del trasporto locale, per studiare soluzioni differenziate da zona a zona su orari di ingresso e presenze a scuola. Il tutto anche in vista del possibile rientro in classe degli studenti delle superiori, che adesso anche nelle zone gialle fanno didattica a distanza al 100%.
Il vertice è terminato dopo circa due ore. Ancora alcuni punti del dpcm, in particolare con riguardo alle misure relative al Natale, restano da definire: il 2 dicembre il ministro Roberto Speranza riferirà alle Camere e poi ci sarà un'altra riunione con le Regioni.
Dopo aver incontrato i capigruppo di maggioranza, il presidente del Consiglio in serata ha riunito i capi delegazione di maggioranza Roberto Speranza, Dario Franceschini, Alfonso Bonafede, Teresa Bellanova in vista del varo del nuovo dpcm.


Ipotesi misure Natale da 21/12 a 6/1,si decide mercoledì 2 dicembre
Le misure restrittive degli spostamenti per il Natale potrebbero essere in vigore dal 21 dicembre al 6 gennaio. È quanto sarebbe emerso nella riunione tra gli esponenti dell’esecutivo e i capigruppo, secondo fonti di maggioranza e di governo. Non è escluso che le date varino: potrebbero iniziare il 19 o 20 e finire qualche giorno dopo l'Epifania. Ma decisione non verrà presa prima di mercoledì 2: «Oggi è una giornata di ascolto, domani sentiremo il Parlamento e di nuovo le Regioni. Solo dopo decideremo», è l’indicazione emersa.


 Italia Viva, si è appreso da fonti del partito, avrebbe chiesto al premier di tenere i ristoranti aperti a pranzo il 25 e 26 dicembre. Altre richieste arrivate dai renziani sarebbero state l’apertura degli outlet, essendo considerati centri commerciali all'aperto, e del settore crocieristico.
Fonti, ipotesi stop alle crociere a Natale
Ma il nuovo dpcm potrebbe invece fermare le crociere nelle festività natalizie. L’ipotesi è emersa in occasione della riunione tra Conte, Speranza e i capigruppo di maggioranza. Una decisione finale non sarebbe stata ancora presa: «Si deciderà dopo confronto con il Parlamento», hanno spiegato dal governo.


Ipotesi decreto legge per restrizioni Natale
Più fonti della maggioranza hanno inoltre segnalato l’ipotesi in base alla quale un decreto legge sul Natale potrebbe affiancare il prossimo dpcm con le misure per contrastare il contagio da Covid. Il decreto servirebbe a dare copertura normativa alle restrizioni delle libertà personali previste per il Natale. L'ipotesi è comunque ancora al vaglio: una decisione sarà presa nelle prossime ore.
Altre indicazioni sulle misure che entreranno nel nuovo provvedimento sono emerse in occasione dell’incontro in videoconferenza tra il ministro Francesco Boccia e le Regioni. Tra queste, il coprifuoco resta alle ore 22 anche a Natale e Capodanno, con bar e ristoranti che chiuderanno alle 18 in tutta Italia, visto che entro le festività tutte regioni dovrebbero entrare in fascia gialla. Il sistema a zone con tre colori resta in vigore.
Le nuove restrizioni potrebbero durare fino al 15 gennaio. Ma questo dipenderà da quanto saremo in grado di tenere sotto controllo i contagi durante le vacanze di Natale.

Toti, proficuo confronto con il governo
«Oggi abbiamo avuto un confronto proficuo con il Governo, partendo anche dalle prime considerazioni che abbiamo inviato ieri sera. Ora attendiamo di valutare nel dettaglio le norme del prossimo Dpcm», ha spiegato il vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Giovanni Toti. «Il ministro Boccia e il ministro Speranza - ha aggiunto - ci hanno preannunciato l'invio di un testo nelle prossime ore, dopo il necessario passaggio in Parlamento. C'è la consapevolezza comune in un'ottica di leale collaborazione istituzionale della necessità della massima condivisione delle regole». «Abbiamo sottoposto al Governo diverse questioni - ha continuato il vicepresidente della Conferenza delle Regioni - e fra queste sottolineo il superamento dei termini per il passaggio tra le diverse fasce, un'azione strategica condivisa per contrastare di ogni forma di assembramento, anche per determinare misure eque, l'esigenza di una forte campagna di comunicazione che aumenti il grado di consapevolezza dei cittadini, e il tema degli automatismi dei ristori».


Speranza a Regioni: no ad accelerare l'allentamento
Dalla Conferenza delle regioni lunedì era arrivato l'invito al governo a considerare il divieto di assembramento quale “principio cardine” sul quale incentrare il nuovo Dpcm, nonché ad autorizzare gli spostamenti interregionali tra zone gialle. Ma il governo - presente anche con il ministro della Salute Roberto Speranza - non ha mostrato alcuna volontà di concedere allentamenti nel periodo delle festività: serve «mantenere rigore e prudenza per non vanificare i primi risultati che stiamo vedendo» ha detto Speranza, a quanto si apprende, nel corso dell'incontro con le Regioni.


Respinto per ora pressing per apertura impianti sciistici
Respinto al mittente per ora anche il pressing delle regioni alpine, e poi anche dall'Abruzzo, di tenere aperti gli impianti sciistici per gli ospiti degli alberghi e per i possessori di seconde case. Le Messe di Natale si svolgeranno «nella piena osservanza delle norme» ha assicurato mons. Mario Meini, pro-presidente Cei. E perciò saranno anticipate a prima della mezzanotte, per rispettare il coprifuoco alle 22.


Scuole riaperte dopo l’Epifania
Altro tema caldo è quello della scuola, la cui riapertura al 100% ci sarà solo dopo l'Epifania. Il prossimo Dpcm potrebbe contenere una misura, proposta proprio dal ministero dell'Istruzione, che affida ai prefetti il compito di coordinare, nei rispettivi territori, l'organizzazione del sistema del trasporto legato all'attività scolastica.


Pronto piano vaccini, operativo per fine gennaio
Quanto al piano vaccinale, è pronto, ma diventerà operativo quando i vaccini avranno le autorizzazioni di immissione in commercio: lo avrebbe detto il commissario Domenico Arcuri in videoconferenza con le Regioni. La previsione è che le autorizzazioni possano arrivare per la fine di gennaio. Per i vaccini della Pfizer che dovranno essere conservati a -75 gradi ci saranno 300 posti di distribuzione, avrebbe ancora detto Arcuri.