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La bellezza di una comunità è quella di essere educante.
Una comunità che educa al fine di costruire e migliorare un paese è una comunità di grande rispetto.
Per nostra regola il massimo rispetto che vige nella nostra comunità è il caffè offerto al bar.

Quella consuetudine vale più del rispetto di una regola stradale che se violata è causa di incidenti!
Quell’enfatico vuliti u caffè in mezzo alla strada, dopo aver parcheggiato la propria auto sul ciglio di un marciapiede adibito al passaggio dei disabili in carrozzina, ha l’aroma amaro del diseducato.
Non abbiamo percezione dell’altro e tantomeno rispetto per noi stessi.
Non abbiamo bisogno di segnaletiche stradali, perché abbiamo la percezione del pericolo solo quando è giunto. Conosciamo a memoria il codice della strada e siamo talmente gentili e cortesi da non tradire la nostra nobiltà d’animo.
Ma che bella utopia questa della comunità educante! Non vi pare?
Può una comunità rispettosa dell’ambiente essere ricettacolo di rifiuti e di mascherine chirurgiche buttate con noncuranza?
Una comunità diseducata non fa che suscitare una profonda ripugnanza
Sul piano morale, sociale e civile ci onora l’inosservanza delle più elementari regole imposte dal dovere.
Il predicare bene e razzolare male è un atteggiamento che conosciamo bene tutti, perché tra il dire e il fare siamo campioni di coerenza.
La regola è che non ci sono regole se, quotidianamente in un centro abitato, il più trafficato, si viola un cartello che ti obbliga a girare a destra piuttosto che continuare a scendere dritto dopo uno stop!

Un bambino appena uscito dalla scuola domanda a suo padre, dopo una lezione a scuola sull’importanza delle segnaletiche del codice della strada, perché alcune macchine scendono per quella strada violando quella segnaletica che indica un divieto.
Il padre ragionevolmente risponde:
La vedi quella macchina parcheggiata lì? Ebbene quello è l’esempio che dovrebbe dare alla comunità; è un’ istituzione educante e ha il dovere di far rispettare le regole come un buon padre di famiglia, ma, ahimè, non ci sono più padri che educano e né istituzioni che regolano l’ordine

Una comunità diseducata perpetua la regola delle non regole!

(Giovanna Mangano)

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