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Sono un Cardiochirurgo con ampia esperienza nel trattamento della embolia polmonare.

Nel mese di marzo ipotizzai che il Covid causa non solo una polmonite ma anche una embolia polmonare e che a causare l’embolia non erano, come attualmente si sostiene, i processi infiammatori a carico dei polmoni ma lo stesso coronavirus.
Il virus, entrato nei polmoni, si replica nella parete alveolo-capillare, la distrugge e passa all’interno dei capillari dove causa la formazione dei coaguli. Per prevenire la formazione dei trombi, consigliai l’uso della eparina all’inizio della malattia. Nessuno mi diede ascolto. Per documentare la paternità dell’idea pubblicai, comunque, una short communication sul journal of Cardiology. Le successive autopsie di Bergamo evidenziarono la presenza di trombi ed avvalorano la mia ipotesi. Purtroppo, allora si ritenne che i trombi fossero formati non dal virus ma dai processi infiammatori nella fase avanzata della malattia e fu consigliata l’eparina solo nei pazienti ricoverati.
Negli ultimi due mesi, numerosissimi lavori scientifici cominciano ipotizzare, dopo sei mesi dalla mia pubblicazione, che il Covid possa causare prevalentemente una malattia vascolare. trombotica e molti studiosi americani e tedeschi, tra cui Luciano Gattinoni, Direttore del Centro di Anestesia della Università di Gottingen, cominciano a sostenere che è opportuno somministrare l’eparina a domicilio per prevenire la formazione dei coaguli.
Per confermare che la somministrazione della eparina a domicilio possa prevenire la formazione dei trombi, da due mesi circa, ho proposto, tramite facebook, uno schema di terapia a base di eparina, da somministrare nei pazienti sintomatici e lo ho associato un questionario che qui allego:
Nome Cognome
Età
Peso
Malattie pregresse
Sintomi
Tampone positivo
Terapia eparina, cortisone, antibiotico
Saturazione dell’ossigeno
Durata della malattia
Miglioramento o ricovero

Fino ad ora ho ricevuto la risposta di NOVANTOTTO pazienti, tutti COVID positivi e sintomatici. NOVANTASEI PAZIENTI SONO GUARITI, MENTRE SOLO DUE SONO STATI RICOVERATI.
Aspetto altri dati per poter scrivere una pubblicazione statisticamente valida. Questi risultati confermano, comunque, in modo chiaro che la somministrazione della eparina previene la causa principale dei ricoveri e dei decessi.
Da marzo, cerco di comunicare con gli organi competenti ma non ho mai avuto nessuna risposta. Devo dire che io non sono un Universitario o un personaggio nel campo della medicina.
Moralmente aspettare la pubblicazione dei dati mi sembra non corretto. Io ho solo la necessità di far sapere subito che l’eparina, somministrata a domicilio, previene la formazione dei trombi e quindi elimina la causa principale di morte.
Spero che qualcuno mi prenda in considerazione

Dott. Salvatore Spagnolo
Cardiochirurgo. E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Per dimostrare che non sono un Don Chisciotte, allego il mio curriculum:

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università̀ degli Studi di Milano nel Luglio 1966
Specialista in Chirurgia Generale, presso l’Università̀ degli Studi di Parma nel 1975
Specialista in Chirurgia Toracica presso l’Università̀ degli Studi di Milano nel 1977
Specialista in Chirurgia Cardiovascolare, presso l’Università̀ degli studi di Padova nel 1980

Carriera ospedaliera
Assistente Chirurgia Generale, O.C. Cernusco sul Naviglio (MI) dal 1969 al 1976
Assistente Chirurgia Toracica e Cardiovascolare, O. Niguarda – Milano 1981 -1990
Aiuto Corresponsabile Ospedale S. Martino di Genova 1991 – 1995 Dirigente Medico con Funzioni Primariali Osp. S. Martino di Genova 1995 -1999
Consulente della divisione di Cardiochirurgia, C.d.C. Villa Azzurra, Rapallo (GE) e presso il Centro Cuore Columbus – Milano dal 1998 al 2000.
Dal Gennaio 2000 a oggi Direttore del Dipartimento di Cardiochirurgia del Policlinico di Monza (MI).

Casistica personale
Dal 1980 a oggi ha eseguito come primo operatore oltre 35.000 interventi di cardiochirurgia, comprendenti tutte le patologie cardiovascolari dell’adulto. Per primo, nel 1986, ha sostituito l’arco aortico in età̀ pediatrica. Per questo intervento, gli fu conferito il premio “I numeri uno” dal Presidente della Repubblica.
Dal 1990, ipotizzando come causa principale di occlusione dei bypass coronarici, la formazione di una nuova stenosi coronarica legata alla stessa tecnica operatoria utilizzata, introdusse il microscopio operatore nell’intervento di bypass coronarico.
Con tecnica microchirurgica sono stati operati consecutivamente 4600 pazienti.
La microchirurgia ha reso operabili i pazienti con coronarie di piccolo calibro, destinati al trapianto cardiaco.
Rita Pavone, con coronarie di piccolo, è stata possibile operarla grazie alla microchirurgia.
Con l’utilizzazione del microscopio operatore, è stato possibile inoltre ricostruire le coronarie nei pazienti con malattia coronarica diffusa o con stenosi multiple. Aprendo la coronaria per tutta la sua lunghezza e ripulendola dalla presenza di materiale trombotico o calcifico, ad alti ingrandimenti, ha ricostruito le coronarie con una nuova parete in arteria mammaria o in vena safena.
Ha messo punto una nuova tecnica chirurgica per il trattamento dell’embolia polmonare massiva.
L’intervento di embolectomia polmonare aveva una mortalità̀ così elevata da essere giudicato eticamente non proponibile. Illustri chirurghi come Barnard e Cooley proposero modifiche della tecnica standard ma i risultati non cambiarono.
Agli inizi degli anni 90, ipotizzò che l’alta mortalità era dovuta al passaggio di aria nelle arterie polmonari, durante la rimozione dei coaguli trasformando l’embolia organica in una ancora più̀ pericolosa embolia gassosa diffusa. Per rimuovere l’aria e i trombi periferici, per la prima volta invertì la circolazione del sangue nelle arterie polmonare. E’ stato costruito un circuito che preleva il sangue dalla macchina extracorporea e l’immette in atrio sinistro ad una pressione di 30 mmHg. La colonna ematica attraversa per via retrograda tutto il circolo polmonare e trasporta all’esterno sia l’aria che i trombi presenti nelle arterie periferiche. Con questa tecnica l’intervento ebbe un decorso sovrapponibile a quello di un intervento a basso rischio chirurgico. Il paziente veniva regolarmente estubato in terapia sala operatoria e trasferito intensiva.
Con questa tecnica sono stati operati 45 pazienti.
Questi risultati sono stati pubblicati in riviste inglesi.
Questa tecnica è stata descritta in un testo di cardiochirurgia. (Principles of pulmonary protection in heart surgery),
Ha messo a punto una nuova tecnica chirurgica nel trattamento degli aneurismi della radice aortica e dell’aorta ascendente. Essa si basa sul concetto di non sostituire la parete aortica aneurismatica ma di ripristinarne la normale configurazione anatomo-funzionale mediante una plastica ricostruttiva della parete e successivamente stabilizzarla mediante l’applicazione all’esterno di una nuova parete in pericardio. Con questa tecnica sono stati operati 600 pazienti. È stato autore o collaboratore di circa 120 lavori scientifici. Ha collaborato alla stesura del libro:
Principles of Pulmonary Protection in Heart Surgery. Gabriel, Edmo Atique; Salerno, Tomas (Eds.)
1st Edition., 2011, X, 350 p. 200 illus.

La ringrazio molto per la collaborazione
Salvatore Spagnolo
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.